Investire in tempi di crisi può essere redditizio? Se si esaminano le quotazioni dei principali titoli alla Borsa di Milano la risposta potrebbe essere positiva. Nel panorama finanziario italiano, rispetto a un tempo, meno aziende "con capannoni" e più imprese che si occupano di prodotti tecnologicamente avanzati, e con la sorpresa che diversi titoli rendono davvero tanto.

Quali titoli hanno avuti maggiore crescita?

Dal listino all'11 luglio 2015, se esaminiamo il rendimento percentuale da inizio anno (191 giorni, partendo dal 2 gennaio), vi sono ben 22 titoli che rendono oltre il 50%: Anima Holding, settore risparmio gestito, l'88,61%, Astaldi, general contractor ingegneria civile, il 74,46%, Basic Net, abbigliamento, il 68,61%, Banca Popolare di Milano il 68,42%, Biesse, macchine e sistemi per legno e pietre, il 66,14%, Bioera, prodotti biologici e per il benessere, l'87,04%, Cerved, soluzioni informatiche, il 57,15%, Digital Bros, che realizza videogiochi, ben il 229,60%(!), Engineering, produzione software, il 51,60%, Fidia, che si occupa di high tech aerospaziale, il 152,92%, La Doria, derivati del pomodoro, il 50,03%, Maire Technimont, engineering & constructor, il 61,36%, Mediolanum il 50,47%, Meridie, che investe nelle PMI meridionali, il 55,20%, Moncler, noto brand dell'abbigliamento sportivo, il 52,66%, Mondo Tv, che realizza cartoni animati e documentari, il 50,12%, Panariagroup, ceramiche ed affini, il 99,84%, Recordati, industria farmaceutica, il 55,82%, Reply, comunicazioni digitali, il 51,65%, Saras, industria petrolifera della famiglia Moratti, il 108,81%, Valsoia, alimentari e benessere, il 63,26%, Yoox, store online multibrand, il 66,93%.

Come dire che chi ha investito 1.000 euro in azioni, ad esempio, della Digital Bros il 2 gennaio se ne ritroverebbe oggi 2.296 o nei titoli della Banca Popolare di Milano ne avrebbe ora 1.684.

Il trend positivo generale proseguirà?

Le notizie che provengono dalla Grecia e dalla Cina inducono alla prudenza, se non all'ansia. Ma investire in Borsa non è per tutti (d'altronde, le banche devono valutare la profilatura di rischio dei clienti) e può risultare, se si è sprovveduti, anche "pericoloso". Ne consegue che bisogna affidarsi a professionisti seri e corretti. Con i Titoli di Stato che rendono poco e i depositi bancari che generano spesso solo costi, investire il denaro in borsa o nei Fondi Comuni di Investimento può risultare conveniente. Ma senza aspettative da superenalotto.

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Nello stesso listino ci sono anche titoli che andavano a mille qualche mese fa e ora sono in perdita, come pure ce ne sono moltissimi che guadagnano tra il 10 e il 40%. E' importante cogliere l'attimo fuggente, ma il buonsenso, alla fine, rende sempre molto di più, e non solo in borsa. #conto corrente #trading on line #Crisi economica