Uno degli #investimenti più sicuri in assoluto al momento sono i #Buoni fruttiferi Postali poichè sono un prodotto emesso e garantito dalla Cassa Depositi e Prestiti dello Stato. I Buoni Fruttiferi sono offerti da Poste Italiane e sono sottoscrivibili e rimborsabili in qualsiasi ufficio postale del territorio italiano.

I BFP, ovviamente, non garantiscono interessi da capogiro ma il vantaggio è che il capitale inizialmente investito è garantito, si tratta quindi di uno degli investimenti meno rischiosi anche se è da prendere in considerazione la questione dell’imposta di bollo di cui, però, ci occuperemo in uno dei prossimi paragrafi.

Investire nei Buoni Postali conviene?

Ovviamente quando si investe si cerca, come è immaginabile, un guadagno col il minor rischio possibile del capitale investito poichè anche se tutti cercano di guadagnare nessuno vuole perdere quello che già ha. In questo scenario, quindi, stanno tornando in voga, insieme ai Btp e buoni di Stato anche i Buoni Fruttiferi Postali a 3 anni con un interesse allo 0,70%.

Proprio questo tasso di interesse che, a confronto di molti altri prodotti più rischiosi, potrebbe sembrare irrisorio, rispetto ad alcuni conti deposito vincolati e ai Btp [VIDEO] appare, invece molto concorrenziale.

Imposta di bollo sui Buoni Fruttiferi

L’imposta di bollo sui buoni fruttiferi postali viene calcolata al 31 dicembre di ogni anno, ma i buoni con un valore di rimborso inferiore a 5 mila euro ne sono esenti.

Ai fini dell’esenzione, inoltre, tutti i buoni con la stessa intestazione emessi dopo il 1° gennaio 2009 sono considerati unitariamente. L’imposta di bollo si calcola nella misura dell’1 per mille annuo per il 2012, mentre per il 2013 per l’1,5 per mille e per il 2014 del 2 per mille.

Buono 3 anni Plus

Investire per tre anni con un rendimento dello 0,70% annuo sembra essere al momento una delle proposte più interessanti sul mercato degli investimenti sicuri per chi non vuol correre il rischio di perdere il capitale investito. Quel che c’è, poi, da considerare è che se si ha la necessità di ritirare quanto investito prima della scadenza dei 3 anni lo si può fare in qualsiasi momento senza perdere nulla del capitale iniziale rinunciando, però, agli interessi maturati. Non ci sono spese di gestione, la tassazione sugli interessi è agevolata al 12,50%, non sono previste spese di sottoscrizione, di rimborso e di gestione.