Alla ricerca"Studio ergo lavoro", pubblicata da McKinsey all'inizio di gennaio, hannopartecipato più di cento istituti scolastici, millecinquecento studenti etrecento imprese. Obiettivo dell'indagine, comprendere meglio il fenomeno delladisoccupazione in Italia ed individuare gli strumenti per facilitare latransizione Scuola-lavoro.

Lo studio fada corollario ad un'altra recente ricercadella medesima Società, che ha evidenziato un forte gap tra le competenze richieste dalleaziende che ricercano personale e quelle possedute dai candidati in cerca diun'occupazione.

I dati McKinsey sono allarmanti: 2.600.000 giovani sotto itrent'anni non studiano né lavorano e per una persona appartenente a questafascia di età è 3,5 volte più difficile trovare lavoro rispetto a soggetti dietà superiore. Su dieci nuovi posti di lavoro, solo uno è occupato da un giovane.

Ma l'elemento veramente sorprendente è che, secondo lostudio, il 40% della disoccupazione giovanile non dipende dal ciclo economico.Cioè, non dipende dalla crisi.

Tre le causeprincipali cheostacolano l'inserimento nel mondo del lavoro dopo la formazione scolastica:sbilanciamento quantitativo fra la domanda delle imprese e le scelte formativedei giovani, carenza di competenze adeguate ai bisogni del sistema economico,inadeguatezza dei canali di supporto alla ricerca del lavoro.

Esaminiamo la primacausa: solo il 29% dei diplomati sceglie un corso di laurea prendendo inconsiderazione le statistiche occupazionali.

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Anche quando sono conosciuti, i dati sulla disponibilitàdi posti di lavoro, le opportunità di carriera e le retribuzioni neglispecifici ambiti occupazionali, incidono dunque ben poco sulla scelta. Ilfattore rilevante nella scelta dell'indirizzo di studi post maturità è – per il66% degli intervistati – costituito dagli interessi e dalle inclinazionipersonali.

Il risultato è una scarsità di profili e professionalitàin alcuni settori, competenze non adeguate ai bisogni del sistema produttivo,inadeguatezza dei canali di supporto alla ricerca del lavoro.

Ed è per questoche la ripresa dell'economia, da sola, non può bastare a risolvere il problemadel disallineamento fra la domanda e l'offerta di lavoro giovanile, che deveinvece essere affrontato in un'ottica integrata e completa.

Così accade che per un corso di laurea come, per esempio,Giurisprudenza vi sia una notevole discrepanza tra il numero diimmatricolazioni (costante annualmente dal 2008 in poi) e il numero diassunzioni post laurea nel settore.

Il divario è piuttosto ampio anche perquanto riguarda le Lingue; meno marcato per le lauree scientifiche.

Undisallineamento esiste anche nella formazione tecnica a livello di scuolasuperiore: da un lato il costante calo di iscrizioni, dall'altro l'aumentodella domanda di profili specializzati da parte delle aziende in crescita.

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