L'esito del referendum di ieri in Svizzera ha fatto sorgere un problema che non interessa solo il Paese elvetico, ma che riguarda tutta l'Europa quando si parla di lavoro e di immigrazione. E' questa, in sintesi, la posizione di Raffaele Bonanni, Segretario Generale della Cisl, nel chiedere tra l'altro che vengano tutelati dopo l'esito del referendum i lavoratori italiani frontalieri.
La risposta europea ai temi del lavoro e dell'immigrazione è necessaria in quanto secondo il leader del Sindacato non è possibile che, in generale, un solo Paese venga lasciato solo nel dover gestire i flussi migratori, così come non si possono nello stesso tempo mettere in discussione nel Vecchio Continente il diritto di libera circolazione ed i trattati internazionali.
Ecco perché, ha altresì sottolineato Raffaele Bonanni, oltre ad una risposta comune su lavoro ed immigrazione serve anche quella solidarietà sostenibile tale da tutelare la dignità delle lavoratrici e dei lavoratori immigrati, autoctoni e transfrontalieri.
Il referendum che ha sancito la definizione di un tetto all'ingresso dei lavoratori comunitari in Svizzera ha avuto un esito molto contrastato visto che i Sì hanno vinto per mezzo punto, 50,5% contro il 49,5% del No. Decisiva in tal senso è stata la tendenza al plebiscito per il Sì nei cantoni a lingua tedesca ed italiana con punte che hanno sfiorato il 70% per esempio nel Ticino.
L'Ue alla luce dell'esito del referendum ha già fatto sapere che ci sarà una revisione degli accordi con Berna, ma l'opinione comune è quella per cui con il voto di ieri in Svizzera a vincere siano stati i cosiddetti euroscettici.