L'Istituto nazionale di statistica ISTAT, ha reso pubblici, ieri, i dati riguardo alle Pensioni in Italia. La situazione è a dir poco preoccupante: proviamo a vedere insieme le diverse interpretazioni dei dati e arrivare a delle conclusioni.

Ai pensionati in media 16 mila euro l'anno.

Non male, con 16 mila euro uno può anche vivere, peccato che ben 7 milioni di questi pensionati vivono con meno di mille euro al mese e ad alzare la media sono gli 11 mila (sì solo lo 0,1% dei pensionati) pensionati d'oro che guadagnano più di 10 mila euro al mese.

La situazione dunque ha del paradossale e siamo solo all'inizio, vediamo quali altre iniquità e palesi ingiustizie si nascondo nel sistema previdenziale italiano.

La spesa complessiva è aumentata dell'1,8%.

Con l'avvento della riforma Fornero, riforma volta a sanare la spesa pensionistica, sono stati bloccati sul posto molti lavoratori prossimi alla pensione. Infatti, sempre secondo i dati, i pensionati nel 2012 sono "circa 75 mila in meno rispetto all'anno prima". Nonostante questo fatto "la spesa complessiva per prestazioni pensionistiche, pari a 270.720 milioni di euro - si legge nei documenti - è aumentata dell'1,8% rispetto all'anno precedente, mentre la sua incidenza sul PIL è cresciuta di 0,45 punti percentuali"! Quindi, tranne il forzato blocco del numero dei pensionati la spesa non è rientrata, i veri effetti della Fornero devono ancora arrivare!

Accumulo pensionistico.

Sembra che tra gli italiani vada molto di moda l'accumulo degli assegni pensionistici. Basta notare che a fronte di un 63% di pensionati che ha un solo assegno, uno su quattro ne incassa due e c'è anche chi ne ha tre, quattro o addirittura di più!

Le donne sono più degli uomini ma con assegni minori.

Le donne rappresentano il 52,9% dei pensionati e percepiscono assegni di un importo medio pari a 13.569 euro. Gli uomini invece ricevono un importo medio di ben 19.395. In aggiunta oltre la metà delle donne riceve meno di mille euro al mese, mentre per gli uomini tale dato riguardo solo un terzo!

I nuovi pensionati ricevono un assegno più basso.

Le persone che hanno iniziato a percepire una pensione proprio nel 2012 con un reddito medio di 14.068 euro, inferiore a quello di chi già nel 2011 percepiva almeno una pensione e che ammonta a 16.403 euro!

Tutta questa situazione ha fatto sollevare un generalizzato grido d'allarme e un richiamo al governo di intervenire. Ciononostante, Francesco Massicci - responsabile dell'Ispettorato Generale per la Spesa Sociale della Ragioneria Generale dello Stato - ha assicurato che "la sostenibilità macroeconomica del sistema pensionistico italiano è, in prospettiva, tra le migliori in Europa, con rischi assai contenuti".

Il Codacons da canto suo non la pensa allo stesso modo e protesta: "Le pensioni di molti italiani sono da fame, andrebbero almeno rivalutate all'inflazione reale" e continua "si tratta di anziani che vivono di stenti e rinunce e che non arrivano alla terza settimana del mese", lanciando l'appello a Renzi "il governo deve ora occuparsi di pensionati e disoccupati, che finora non hanno avuto nulla"!

Ecco che si arriva alla domanda del titolo: chi secondo voi pagherà il conto di tutto questo?

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