Tutti sappiamo ormai chi sono gli esodati. Persone senza lavoro, di solito over 55 e senza la speranza di accedere in tempi stretti alla pensione. Il tutto si aggrava dal fatto che questa categoria sociale - al contrario di molti giovani - difficilmente potrà rientrare al lavoro e raramente può fare affidamento su dei risparmi oppure essere senza obblighi a carico (figli).

Lo stesso premier Renzi nonostante contrario a una riforma della legge Fornero, aveva detto prima di insediarsi al Palazzo Chigi che l'eccezione sono gli esodati per i quali il suo governo deve e intende trovare una soluzione prima possibile.

Anche il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti è d'accordo. "La riforma Fornero non si tocca" ha ripetuto più volte quando è stato intervistato ma ha sempre aggiunto che il suo ministero sta valutando le modalità per risolvere la questione partendo dalla proposta del precedente ministro, Enrico Giovannini e il suo famoso prestito pensionistico.

Durante la presentazione del Def, il Documento Economia e Finanza abbiamo assistito all'ennesimo rinvio sulla questione, prontamente denunciato da Massimiliano Fedriga, deputato della Lega Nord. In sintesi Fedriga denuncia la pratica del governo di prendere sempre tempo sulle questioni importanti, "inventando degli escamotage" come puntualizza caratteristicamente, allo scopo di evitare una presa di posizione su un argomento scottante che potrebbe ribaltare gli equilibri in vista delle elezioni europee.

Il pericolo per il governo - ma anche per il Paese - è che se la questione rimane irrisolta presto potremo assistere alla "creazione" di nuovi esodati. La situazione economica è tuttora critica, i requisiti anagrafici per la pensione sono rimasti inalterati, la probabilità, dunque, è concreta. E come aveva avvertito Cesare Damiano: "Il Governo deve rendersi conto che sta per esplodere una vera e propria questione esodati".

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