La riforma della Pubblica Amministrazione affidata al ministro Marianna Madia sarà basata sul prepensionamento dei dipendenti anziani, in particolare dirigenti, per favorire la staffetta generazionale coi più giovani, sugli incarichi a termine e le retribuzioni legate al merito.
Queste le principali linee del progetto di riforma della Pubblica Amministrazione che sarà presentato in settimana al Consiglio dei Ministri del governo Renzi sotto forma di decreto e/o disegno di legge delega.
Nel frattempo sono pronte le assunzioni per 106 nuovi dirigenti, cioè di quelli che nel 2011 vinsero il concorso bandito dalla Scuola nazionale dell'Amministrazione, che entro maggio conosceranno l'assegnazione all'incarico.
Prepensionamento statali e staffetta generazionale
Secondo le parole del ministro Madia durante un'audizione in Parlamento proprio sul tema della riforma della P.A., ci sarà una riduzione non traumatica dei dirigenti della Pubblica Amministrazione tramite eventualmente l'esonero di servizio, cioè la sospensione dal lavoro nei cinque anni precedenti il momento di andare in pensione con 40 anni di anzianità contributiva, che insieme allo sblocco della assunzioni porterebbe appunto alla staffetta generazionale, al ricambio di parte dei dipendenti statali con anche un risparmio sulle retribuzioni.
Inoltre la Madia conferma che tutti quelli che hanno vinto un concorso hanno diritto al posto di lavoro e che agli attuali precari della Pubblica Amministrazione verrà riconosciuto un vantaggio in termini di punti nei prossimi concorsi.
Mobilità interna, dirigenti pubblici e retribuzioni in base al merito
Questi altri punti fondamentali della riforma della Pubblica Amministrazione che sta elaborando il ministro Marianna Madia.
Per quel che riguarda la mobilità interna, si vuole rompere l'attuale "ingessatura del sistema" spostando il personale dopo aver mappato le competenze presenti nei vari comparti e uffici, pianficando i bisogni futuri. Previsto anche un allineamento delle diverse tabelle retributive e degli inquadramenti.
Il reclutamento dei dirigenti pubblici verrà riformato, come i parametri di carriera e la misurazione dei risultati ottenuti introducendo un ruolo unico della dirigenza pubblica organizzato per territorio e per specifici profili professionali, portando anche alla rotazione degli incarichi.
Gli incarichi per i dirigenti saranno a tempo, sempre per favorire la mobilità: chi si trovasse ad un certo momento privo di incarichi potrebbe cercare lavoro nel settore privato mantenendo la possibilità di accesso al pubblico in seguito.
Gli stipendi dei dirigenti della Pubblica Amministrazione avranno la parte variabile legata alle performance di servizio ma anche a quelle del Pil del paese.