Riforma pensioni: si va verso la flessibilità? Sembra di sì, almeno stando alle ultime dichiarazioni del ministro del lavoro Giuliano Poletti, anche se i dettagli per garantire una nuova forma di pensione anticipata devono ancora essere in gran parte chiariti. La questione è direttamente collegata alla spinosa questione degli esodati, che nei prossimi giorni potrebbe finalmente avviarsi verso una soluzione definitiva. Vediamo le ultime notizie in merito.
Riforma pensioni: verso la flessibilità
L'ex ministro del lavoro Enrico Giovannini negli scorsi mesi aveva presentato la propria ipotesi per il pensionamento anticipato: un'idea che è stata, di fatto, accantonata con la crisi di governo e l'avvento dell'esecutivo Renzi.
Ma di cosa si trattava? Di un meccanismo, su base volontaria, secondo il quale il lavoratore prossimo al raggiungimento dei requisiti pensionistici avrebbe potuto scegliere di ritirarsi dall'attività ricevendo un assegno pari ad una percentuale del proprio stipendio, erogata in parte dall'Inps, in parte dall'azienda di appartenenza.
E poi? Una volta raggiunti i requisiti, egli avrebbe cominciato a ricevere la pensione, con una decurtazione mensile (pari, si ipotizza, al 10-15%) per restituire le somme incassate in precedenza.
Il ministro Giuliano Poletti potrebbe riconsiderare questa idea? Di sicuro, nell'ultimo periodo i segnali sono arrivati: la risoluzione sul Def approvata dalla maggioranza alla Camera impegna il governo "in prospettiva a valutare la reintroduzione di meccanismi di flessibilità di uscita rispetto ai nuovi limiti anagrafici, attraverso un sistema di incentivi e disincentivi".
Riforma pensioni: la flessibilità e gli esodati
Poletti, inoltre, ha affermato di essere al lavoro per modificare il sistema pensionistico in senso flessibile per chi perde il lavoro. In realtà, l'idea è stata appena abbozzata: ''Sto lavorando a un'idea molto semplice, - ha affermato il ministro - ti manca un anno al pensionamento? Ti dò un assegno che non è la pensione fino a quando raggiungi i termini. Per questo anno la tua impresa continua a pagare i contributi previdenziali come tu fossi tornato a lavorare e l'assegno che ti ho dato un po' me lo restituisci nei tuoi 30 anni di pensione e un po' te lo paga lo Stato''.
Esodati: negli ultimi giorni sono arrivati nuovi appelli per la risoluzione definitiva del problema, dalla presidente della Camera Laura Boldrini e dal presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano.
A margine di un convegno della Cisl sulla previdenza complementare tenutosi il 23 aprile, il ministro Poletti ha annunciato l'apertura nei prossimi giorni di un tavolo tra Inps, commissioni parlamentari competenti e ministero del Lavoro, proprio per discutere della flessibilità pensionistica di chi perde il lavoro.
"È positivo - afferma Damiano in un intervento riportato dall'Agi - il fatto che il Governo abbia accettato la nostra proposta di convocare un tavolo - anche con la presenza del ministero dell'Economia e dei vertici dell'Inps, oltreché del ministero del Lavoro e delle Commissioni lavoro di Camera e Senato. In questo modo si potrà affrontare subito il nodo del numero dei lavoratori ancora da salvaguardare e delle risorse necessarie, evitando inutili confusioni e rimpalli di responsabilità.
La Commissione lavoro della Camera ha già predisposto una proposta di legge unificata, condivisa da tutti i partiti, che può risolvere alla radice la questione 'esodati' e che dovrà essere calendarizzata a tempi brevi per l'Aula".