Il ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia ha voluto porre l'accento sul tema dell'occupazione in Italia, riallacciandosi ai contenuti della riforma del settore pubblico, illustrata venerdì scorso. 

Le previsioni del ministro (e di conseguenza di tutto l'esecutivo) sono ottimistiche, soprattutto per ciò che ci si aspetta da alcuni punti chiave della riforma, come quelli riguardanti l'abolizione del trattenimento in servizio, la maggiore flessibilità sul turn over, il blocco di assunzioni dei dirigenti per due anni e i vantaggi del part time.

Vediamo.



Governo e riforma PA Renzi-Madia: più occupazione, addio privilegi

Se una volta si spingeva verso l'obiettivo di mandare in pensione i dirigenti il più tardi possibile, incentivandoli con premi e pensioni più alte, ora, invece, assistiamo ad una controtendenza: meno privilegi ai dirigenti e più slancio all'occupazione, almeno secondo i dati auspicati dall'esecutivo.

Si prevede che saranno almeno 15.000 i giovani che verranno assunti nella Pubblica Amministrazione, proprio in virtù delle importanti 'penalizzazioni' che colpiranno quelle che vengono considerate le 'vecchie generazioni'. 



Anzi, secondo il ministro Madia, queste cifre sarebbero addirittura riduttive e terrebbero conto soltanto degli effetti dell'abolizione del trattenimento in servizio prevista per i prossimi tre anni: il ministro ha posto l'accento, per esempio, anche sul blocco delle assunzioni per i dirigenti per i prossimi due anni, un provvedimento che favorirebbe la promozione di nuovi funzionari.



Le aspettative ottimistiche si tradurranno effettivamente in un ricambio generazionale ma soprattutto in uno slancio per risolvere l'annoso problema dell'occupazione? Ancora presto per dirlo, perchè, in questi casi, non sempre uno più uno fa due. Qual è il vostro giudizio a questo proposito? Il ministro Madia ha ragione?