Giungono importanti novità in merito al caso pensioni Quota 96 Scuola: il dibattito previsto alla Camera per oggi, giorno 30 giugno, è stato spostato a mercoledì 2 luglio, ma a tenere banco sono le dichiarazioni rilasciate dal ministro Giannini, che a margine di una conferenza tenuta alla LUISS ha annunciato che il caso degli esodati della Scuola verrà risolto al più presto per liberare posti in vista del concorso a cattedra del 2015.



Il caso Pensioni Quota 96 Scuola verrà davvero risolto nel breve?

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Analizziamo la parole del ministro e cerchiamo di capirlo avendo comunque ben chiaro che dopo le tante promesse disattese la prudenza è d'obbligo.

Pensioni Quota 96 Scuola, Giannini e il concorso 2015: vicende collegate



Come accennato in apertura, giungono importanti novità in merito al caso pensioni Quota 96 Scuola; a margine di una conferenza tenuta alla LUISS il ministro Giannini ha infatti sottolineato che la vertenza verrà risolta nel breve in considerazione del maxi concorso previsto per il 2015.



Nel corso della conferenza, Giannini ha analizzato i dati recentemente pubblicati dall'OCSE dai quali si evince con chiarezza che il corpo docenti italiano è tra i più vecchi d'Europa; il ministro ha così istituito un collegamento tra il caso del pensionamento dei Quota 96 e il maxi concorso del 2015, sottolineando come il 'via libera' ai 4000 esodati della Scuola consentirà di liberare posti di lavoro in vista delle nuove assunzioni.



In media, i docenti italiani hanno 50 anni e oltre il 18% di loro sono precari; l'unica via per re-innescare il ricambio generazionale è dunque 'quella del concorso' ha chiosato il ministro, dichiarazioni che lasciano comunque aperti molti dubbi.

Pensioni Quota 96 Scuola, Giannini fa retromarcia ed elogia lo strumento del concorso



Istituire adesso un parallelo tra il caso pensioni Quota 96 Scuola e il concorso del 2015 fa quasi sorridere: ormai da mesi i membri del movimento ma anche i soggetti politici che ne hanno sposato la causa non fanno che sostenere come il pensionamento aprirebbe nuovi posti di lavoro, sottolinearlo adesso ha poco senso.



Specie dopo aver clamorosamente disatteso una promessa fatta qualche tempo fa: a margine del voto per le Europee, il ministro Giannini aveva infatti annunciato una soluzione immediata per il caso pensioni Quota 96 Scuola, salvo poi sparire per diverse settimane e confermare in tal modo la matrice puramente propagandistica di quelle dichiarazioni.



Un altro elemento fa inoltre riflettere: all'inizio del proprio mandato, il ministro Giannini sottolineò infatti come lo strumento del concorso fosse inadeguato evidenziando la necessità di perseguire nuovi metodi di assunzione. Magari dando maggiore peso alle Scuole nell'atto di reclutamento dei propri docenti. Ma adesso è arrivato un deciso dietro front.



Mercoledì prossimo si assisterà al dibattito decisivo per il caso pensioni Quota 96 della Scuola e la speranza è che l'intendimento del ministro possa comunque essere il preludio ad una soluzione concreta; concedere il pensionamento ai 4000 docenti Quota 96 restituirebbe credibilità al sistema aprendo in effetti la via ad un pur minimo ricambio generazionale. Ampliando la prospettiva si tratta di un banco di prova importante per il governo, che sin dal suo insediamento ha tenuto a sottolineare come l'universo della Scuola sarebbe stato eletto a perno del proprio mandato.



E Voi cosa pensate delle dichiarazioni del ministro? Ritenete plausibile la tesi in base alla quale si darà corso al pensionamento dei Quota 96 anche per aprire nuovi posti di lavoroin vista del concorso del 2015? Siete disposti a dare fiducia alle parole del ministro? Dateci il vostro parere commentando l'articolo qui sotto!
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