Non riesce a trovare pace la categoria degli insegnanti in Italia. Nel 2012, l'allora Ministro della Pubblica Istruzione, Francesco Profumo, indisse un mega concorso per l'assunzione di numerosi docenti nelle scuole italiane. Ebbene, a due anni di distanza, circa ottomila persone, risultate vincitrici della selezione, non hanno ancora visto, neanche lontanamente, la cattedra che gli spetterebbe di diritto. Il bando del 'concorsone' voluto da Profumo metteva a disposizione 11.542 posti per insegnanti in diverse scuole d'Italia. Alla selezione parteciparono circa 320 mila docenti. Dal ministero, c'era la volontà di inserire negli istituti scolastici i vincitori in maniera graduale nel corso degli anni: un gruppo di 4.500 persone avrebbe dovuto ricevere un incarico per l'anno scolastico 2013-2014, mentre i restanti 7.042 insegnanti sarebbero stati inseriti nell'anno seguente. Purtroppo, non è accaduto niente di tutto ciò: la maggioranze dei vincitori del concorso è ancora senza lavoro e soltanto 3.500 persone hanno ottenuto un incarico lo scorso anno. La situazione potrebbe sbloccarsi grazie ad un emendamento inserito nel ddl riguardante la Pubblica Amministrazione che dovrebbe favorire il pensionamento di circa 4.000 docenti, liberando così le prime cattedre.
I ritardi nelle assunzioni deriverebbero dalla mancanza di fondi che non consentirebbero un'equivalenza tra il numero dei pensionamenti e quelli dei nuovi docenti da inserire nelle scuole. Ma la situazione di stasi sarebbe legata anche da un errore effettuato dal Ministero nei conteggi dei posti realmente disponibili quando fu indetto il concorso. Stando alle stime reali, il sud potrebbe garantire qualche cattedra soltanto nel 2016, mentre al nord ci sarebbero più posti, ma per favorire i trasferimenti servirebbe una legge specifica. Ecco perché, in Italia, attualmente, ci sono 8mila docenti abilitati all'insegnamento che non hanno un posto di lavoro. E la situazione si fa ancora più tragica se si guarda al Tfa.
Anche quest'anno, infatti, divampa il fuoco delle polemiche intorno al quiz preliminare per l'accesso al Tirocinio Formativo Attivo che serve a preparare i vincitori delle prove ad acquisire l'abilitazione all'insegnamento. Nelle scorse settimane ci sono state le prove per le diverse classi di concorso: da italiano a latino, passando per matematica e fisica, fino a greco e filosofia. Risultato? Accuse e dubbi circa la regolarità delle domande. Alcune, infatti, presentavano palesi errori grammaticali, come un'unione scritto senza apostrofo, mentre altre presentavano delle risposte dubbie e, in alcuni casi, quasi equivalenti tra loro.