Non ne vogliono sentire parlare, proprio no. I circa 8.000 insegnanti precari italiani che, oltre due anni fa, riuscirono a vincere il maxi concorso indetto dall'ex ministro Francesco Profumo rigettano l'ipotesi di un nuovo procedimento concorsuale per il 2015. Come dar loro torto? Degli 11.542 posti banditi soltanto 3.500 sono riusciti ad avere una cattedra lo scorso anno, meno del 30 per cento dei vincitori.
Chi aveva esultato (giustamente) per quella che poteva essere considerata una 'storica conquista', ora è costretto a ricredersi perchè i tempi di attesa sono destinati ad allungarsi ulteriormente.
Abbiamo parlato, in un nostro precedente articolo, di come ci si aspetta l'immissione in ruolo di 4000 nuovi docenti in seguito alla conclusione della vicenda legata ai 'quota 96' ma non è tutto oro quel che luccica: la preoccupazione c'è e rimane, perchè occorrerà vedere come si pronuncerà il Ministero dell'Economia e delle Finanze.
Sul noto quotidiano 'Il Messaggero' viene riportata oggi, a questo proposito, la testimonianza di una docente che, pur avendo vinto il concorso del 2012, fa parte di quella schiera di oltre 8000 precari in attesa della loro legittima cattedra.
Manuela Pascarella, 34 anni, abilitata nel 2007 all'insegnamento di Storia e Filosofia per le scuole superiori: finora solo supplenze e poi, nel 2012, come altri 320.000 aspiranti provenienti da tutta Italia, ha tentato la strada del concorso, vincendolo. E ora?
La docente confessa di essersi affidata al concorso per la lentezza delle graduatorie: dopo averlo vinto, naturalmente, si aspettava l'immissione in ruolo e, invece, ancora niente, nonostante siano già passati due anni.
'Chissà quando riuscirò ad averla - dice Manuela Pascarella - considerato che ci sono in ballo, oltre a noi vincitori di concorso, altre 20 mila immissioni previste dal precedente ministro Carrozza che dovrebbero partire a settembre ma delle quali non si sa ancora nulla e di cui nessuno parla'.
L'insegnante non vuol sentir parlare di un nuovo concorso per il 2015 perchè non sarebbe giusto nei confronti degli 8000 precari che stanno aspettando da più di due anni. Nella sua regione, il Lazio, le immissioni in ruolo sono addirittura bloccate e per giunta i provveditorati sbagliano persino la pubblicazione delle graduatorie, come è successo anche a lei.
Manuela Pascarella conclude con una constatazione amara: 'Non ho mai pensato di abbandonare questa mia passione - confessa la docente - al contrario, ho sempre cercato di difenderla. Ma l’insegnamento in questo Paese è come una macchina ingolfata che nessuno sembra capace di far ripartire'.
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