Si prospettano tempi duri per i professionisti (e non): in particolare, per tutti coloro che risultano iscritti a ordini e collegi con una propria cassa di previdenza, arriva la stangata sui contributi integrativi.
Come riportato dal noto quotidiano 'Sole24Ore', infatti, l'aumento sarà particolarmente consistente: se finora si pagava in media il 2% sul fatturato, ora si potrà arrivare anche al 5% e, soprattutto, sarà a carico dei clienti. Il rincaro riguarderà anche i contributi soggettivi con le aliquote che aumenteranno in misura considerevole, passando dall'attuale media del dieci per cento fino al 19 per cento.
Vediamo in dettaglio gli aumenti per le varie categorie di professionisti.
Prof, aumentano i contributi soggettivi ed integrativi per avvocati, commercialisti, ragionieri
Per quanto riguarda gli avvocati, dal 2013 il contributo soggettivo è stato ritoccato dal 13 al 14%; i dottori commercialisti dovranno pagare il 12% sui redditi del 2013, aliquota aumentata di un punto percentuale rispetto all’11% dei due anni precedenti.
Ai ragionieri, invece, le cose andranno anche peggio, visto che si andrà da un minimo del 10 ad un massimo del 20%, contro l’8- 5% dello scorso anno: in più dal primo gennaio 2014, le aliquote subiranno, costantemente, ogni anno l'aumento di un punto percentuale sino ad arrivare al 15-25 per cento.
I periti industriali dovranno pagare il 12 per cento (anzichè l’11) e subiranno la stessa 'sorte' dei ragionieri con l'aumento delle aliquote di un punto fino ad arrivare nel 2019 al 18%.
Inps, aumento dei contributi anche per chi versa all'Istituto di Previdenza Sociale
La ragione di questi aumenti è motivata dal voler ridurre quella che è la differenza di trattamento esistente tra i professionisti che hanno una cassa autonoma e quelli che invece fanno capo alla gestione separata dell’Inps.
In ogni caso, gli aumenti delle aliquote riguarderanno anche tutti coloro che versano i loro contributi all’Istituto di previdenza nazionale. Il 27 per cento, applicato nel 2013 per i titolari di partita Iva, passerà al 30% nel 2014 fino ad arrivare ad un'aliquota 'choc' del 33 per cento nel 2018.
© RIPRODUZIONE VIETATA