Lo scenario non si prospetta dei migliori per la riforma Pensioni 2014. Dopo il rinvio dell'esame che doveva avvenire il 22 luglio, la nuova data fissata è il 28 luglio. Ma bisogna ammettere che si inizia a crederci poco e ci si aspetta un ulteriore rinvio.

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Dopo le dichiarazioni del ministro Padoan sulla situazione economica italiana e l'impossibilità di attuare le riforme in cui tutti gli italiani sperano, sembra chiaro che si stiano esaminando principalmente alcune forme di prepensionamento o di uscita anticipata dal lavoro. Quali sono delle tante di cui si è parlato in questi ultimi mesi?

Riforma pensioni 2014: l'opzione donna sarà per tutti?

Uno dei progetti del ministro Madia è quello di estendere la famosa opzione donna a tutti.

A quando la riforma pensioni 2014?
A quando la riforma pensioni 2014?

L'opzione donna permette alle donne un'uscita anticipata dal mondo del lavoro, con un assegno pensionistico ridotto più o meno del 25-30%, in quanto calcolato col sistema contributivo anziché retributivo. Questa forma di uscita anticipata permetterebbe di andare in pensione a 57 anni (lavoratori dipendenti) e a 58 (lavoratori autonomi), con 35 anni di contributi. L'idea della Madia è di estendere il provvedimento fino al 2018 anche per gli uomini e per tutti i lavoratori, sia statali che privati.

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Una forma di pensione anticipata, seppur con una penalizzazione. Ma forse, in questo modo, per lo Stato il peso economico potrebbe essere sostenibile.

Riforma pensioni 2014: altre forme di prepensionamento?

Anche se il sistema contributivo al momento sembra l'ipotesi più probabile di uscita flessibile dal lavoro, sono allo studio altre soluzioni, illustrate già nei mesi scorsi grazie alle indiscrezioni trapelate. L'idea del prestito pensionistico non è stata del tutto abbandonata, come quella del lavoro part time per coloro a cui mancano pochi anni alla pensione.

Il problema è che per adottare certi provvedimenti bisogna modificare o abolire la legge Fornero, e nonostante tutti dicano che sia una legge ingiusta, sembra che la Ragioneria di Stato non abbia intenzione di toccarla per evitare un vuoto economico che ne deriverebbe. È anche possibile che la riforma delle pensioni 2014 sarà visibile solo nella prossima Legge di Stabilità.

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