Vi abbiamo scritto ieri in merito al benestare del governo per lo sblocco degli scatti di anzianità 2012 (e dei relativi arretrati). Il Consiglio dei Ministri, infatti, ha provveduto a riesaminare il contenuto del decreto legge N. 78 del 2010, e ha deciso di autorizzarne il pagamento attraverso risorse che si dovranno recuperare dalle economie di spesa, e quindi, senza che sul già precario Bilancio dello Stato debbano gravare maggiori oneri.

La notizia è stata commentata con prudenza dai nostri lettori, anche perchè, come insegna l'esperienza, provvedimenti come questi sono inciampati per la strada, trovando degli ostacoli spesso insormontabili nel loro iter procedurale.

La stessa prudenza è stata annunciata anche dal senatore Fabrizio Bocchino (Italia Lavori In Corso) che ha dichiarato come sia quantomai prematuro stappare lo spumante e brindare. In effetti, nonostante il governo abbia annunciato la possibilità di copertura delle risorse necessarie per tale provvedimento, ancora non è stato specificato come verranno reperiti questi fondi.
Il senatore Bocchino ha ribadito come sia un obbligo pagare gli scatti di anzianità e gli arretrati al personale scolastico ma lo scetticismo e la diffidenza sono inevitabili, anche perchè secondo l'esponente di Italia Lavori in Corso, c'è il rischio concreto che tali risorse vengano sottratte proprio ai già ridotti fondi destinati al mondo della scuola
'Alla fine - afferma il senatore Bocchino - sarà solo una vittoria di Pirro' ribadendo il fatto che, invece, servono delle risorse aggiuntive. Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi considera la scuola come la 'madre di tutte le battaglie' ma oltre ai proclami e agli annunci 'storici' di una riforma che riporterà in auge il mondo dell'Istruzione e che verrà soprattutto ricordata nel futuro, occorrono le 'prove tangibili' (alias i soldi) che tale epico cambiamento potrà finalmente avere luogo.
Nel frattempo e aspettando l'annunciata rivoluzione, vedremo se davvero gli scatti di anzianità 2012 e i relativi arretrati verranno pagati agli insegnanti e soprattutto a quale 'prezzo'.