La buona notizia sarà sicuramente accolta favorevolmente da chi è già riuscito ad ottenere l'agognata pensione. Il Premier Matteo Renzi ha dichiarato ieri sera in una sua intervista nella trasmissione "Porta a porta" che considera sbagliato ipotizzare di riequilibrare la previdenza attraverso un contributo di solidarietà su chi ha già avuto acceso all'Inps.
Chiare e concise le stesse parole del Presidente del Consiglio al riguardo "Enrico Letta è intervenuto sulle pensioni più alte, io credo che che sia un errore che per 100 milioni di euro si susciti il panico tra i pensionati".
La via maestra per ottenere le risorse necessarie per rimediare alla Riforma Fornero del 2011 dovrebbe quindi essere quella della spending review, discussa con il Commissario Cottarelli e dalla quale dovrebbero essere reperiti ben 20 miliardi di euro.
Il Senato della Repubblica discute una nuova salvaguardia per lavoratori esodati
Com'è ormai noto, proprio la riforma avvenuta in fretta e furia con il Governo Monti (per salvare l'Italia che stava affondando nello spread e in costi del debito divenuti insostenibili) ha creato anche degli effetti collaterali davvero onerosi dal punto di vista previdenziale. Una delle categorie maggiormente colpite è stata quella dei lavoratori esodati, individui in età avanzata che erano già usciti dal mondo lavoro grazie a specifici accordi, ma che di colpo si sono ritrovati senza possibilità di accesso all'inps proprio a causa della riforma Fornero.
Nel corso degli anni si sono susseguite per questi soggetti delle salvaguardie ad hoc e sembrerebbe che ora possa arrivare l'ennesima; si tratta di una misura attualmente in discussione al Senato, che permetterebbe a circa 30000 esodati di rientrare tra i soggetti destinatari di nuove tutele per i prossimi 12 mesi. In questo modo, i destinatari del provvedimento potrebbero tirare un sospiro di sollievo perlomeno fino al prossimo 2016.
Esodati, precoci, Quota 96, usuranti: la platea di chi attende risposte previdenziali
Resta il fatto che i nodi della previdenza più evidenti continuano a restare irrisolti. Stiamo parlando non solo di esodati rimasti senza lavoro e senza pensione, ma anche di quei lavoratori precoci che si sono visti alzare costantemente l'asticella del requisito anagrafico.
Vi è poi la situazione di disagio nella quale versano coloro che hanno svolto lavori usuranti e che spesso non hanno le forze fisiche o la salute necessaria per portare avanti l'impiego anche in età avanzata.
Infine resta aperta la questione dei Quota 96 della scuola, lavoratori ATA e insegnanti che risultano avere già maturato il diritto al pensionamento secondo i requisiti richiesti. Purtroppo una svista ha di fatto bloccato il loro pensionamento nel lontano 2011 ed ora in alcuni casi potrebbero volerci fino a sette anni in più di lavoro per poter ricevere l'assegno previdenziale.
La soluzione della pensione anticipata come possibile strategia generalizzata
Una possibile soluzione generalizzata potrebbe consistere nella possibilità di offrire la pensione anticipata a tutti con almeno 35 anni di contribuzione e 62 anni di età.
In questo modo, si potrebbe rispondere ai desiderata dei molti lavoratori citati in precedenza; il problema è che le risorse richieste attualmente sarebbero troppo elevate rispetto alla capacità di spesa del Governo, soprattutto in una condizione recessiva che toglie costantemente risorse dal bilancio pubblico.
Diversi membri dell'esecutivo si sono esposti riguardo a questa possibilità nel recente passato; l'idea è che si possa riuscire a realizzare la nuova pensione anticipata attraverso un mix di misure, che dovrebbero andare da una piccola penalizzazione sull'importo della mensilità anticipata erogata a nuovi pensionati fino al reperimento di risorse tramite la spending review e i tagli alle detrazioni e agevolazione presenti nella fiscalità generale.