Hanno sfilato a Roma i dipendenti e militari della Croce Rossa Italiana in un corteo di protesta contro la privatizzazione dello storico corpo, che provocherà, molto probabilmente, la perdita di circa 3000 posti di lavoro. La manifestazione, organizzata dal coordinamento nazionale R.S.U. è partita alle ore 10.00 dal Colosseo per poi dirigersi verso Piazza Venezia. Militari e dipendenti insieme alle proprie famiglie, ma anche a tante persone, che pur non essendo della C.R.I., che hanno voluto esprimere la propria solidarietà ai dipendenti ed anche la loro contrarietà nei confronti dell'eventuale scomparsa della Croce Rossa.
Il fatto - Hanno protestato con forza ma anche con estrema civiltà contro il D.L. 178/12 che sancisce, di fatto, la fine di una parte della storia del nostro paese, tutti i partecipanti al Corteo della Croce Rossa. Alla manifestazione hanno partecipato delegazioni provenienti da tutta Italia che con striscioni e slogan hanno voluto far sentire la propria voce. "Siete riusciti a sparare anche sulla Croce Rossa Italiana" si legge su alcuni striscioni, "Croce Rossa a brandelli - contro la politica che la vuole così" su altri. Tante persone che hanno marciato insieme per chiedere al Governo Italiano di rivedere le proprie decisioni e di impedire la vendita del corpo e la perdita del lavoro di tante persone che per anni hanno servito il paese con dedizione e professionalità guadagnandosi la stima e l'ammirazione della popolazione Italiana e di tante altre popolazioni dove hanno operato spesso anche in situazioni pericolose e delicate che, per molti di loro, sono valsi anche importanti riconoscimenti.
Il corteo di oggi fa seguito alla manifestazione di protesta dei dipendenti della Croce Rossa Italiana del Lazio davanti alla sede della RAI, dove, i partecipanti, hanno chiesto di dare maggiore visibilità, da parte dei mass media, ad un problema così grave come la chiusura della CRI e i conseguenti licenziamenti degli appartenenti al corpo militare e dei dipendenti civili, un problema di grande importanza per il numero elevato di persone a rischi licenziamento, che, in un periodo di così profonda crisi economica ed occupazionale, avrebbe ripercussioni negative su tutto il paese.