E' già pronto per guidare il processo di rinnovamento dell'Inps mentre il Governo Renzi e il Parlamento proveranno a smantellare la riforma Pensioni Fornero, che tutto è tranne che una legge "equa" e "solidale" come secondo lui dovrebbe essere il sistema previdenziale. L'economista bocconiano Tito Boeri, chiamato dal premier Matteo Renzi al vertice dell'Istituto nazionale per la previdenza sociale, ha le idee chiare sui bisogni dell'Italia che in questo momento, per uscire dalla crisi, ha anche bisogno di rottamare la legge del Governo Monti sul sistema pensionistico che ha innalzato l'età pensionabile, introdotto penalità sulla pensione anticipata, consentito il cumulo delle pensioni d'oro ai grand commis di Stato e creato gravi problemi per il pensionamento dei lavoratori esodati e insegnanti Quota 96 scuola.

Inps, Boeri: 'Il problema dell'Italia, oggi, è la povertà'

"Il problema dell'Italia, oggi, è la povertà, non le diseguaglianze", ha sottolineato ieri il nuovo presidente dell'Inps durante il suo intervento al Forum per le Politiche sociali a Milano. "E' un problema che deve essere affrontato", ha aggiunto. "L'Inps - ha proseguito - può usare il suo grande patrimonio di dati e competenze e fare proposte. Faremo sentire la nostra voce, soprattutto - ha spiegato Boeri - nel contrasto alla povertà''.

Secondo l'economista bocconiano oggi al vertice dell'Inps la "Grande Recessione" di questi anni "nel nostro Paese - ha evidenziato - è stata peggiore della Grande Depressione del '29". Per questo è sempre più urgente per "il nostro Paese dotarsi di un terzo pilastro di assistenza sociale di base", ha affermato Boeri dicendosi "orgoglioso" del nuovo incarico affidatogli dal consiglio dei ministri all'Inps "perché è anche il grande istituto della sicurezza sociale, non solo della previdenza".

Le principali proposte di riforma pensioni di Boeri sono quelle che prevedono un riequilibrio del sistema previdenziale, togliendo a chi ha avuto tanto e dando a chi ha avuto poco. Tra le ipotesi formulate recentemente quelle di un prelievo del 20 o del 30 % sulle pensioni più alte di 3.000 euro al mese. Una manovra che, secondo il presidente dell'Inps, consentirebbe di recuperare 4 miliardi di euro in favore delle pensioni più povere.

Saliente, nel piano Boeri, anche l'introduzione di "nuovi elementi di flessibilità in uscita" per la pensione anticipata come ha ribadito il ministro del Lavoro e delle Politiche sociali Giuliano Poletti che ha però rinviato a data da destinarsi il confronto con i sindacati sui cambiamenti da effettuare alla legge Fornero i cui effetti, come ha più volte sottolineato lo stesso ministro, rappresentano un "grave problema sul piano sociale".

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Boeri, ieri al Forum di Milano, ha espresso dubbi sulla gestione delle Fondazioni bancarie che in questi anni, a suo dire, avrebbero "bruciato" un grande patrimonio pubblico per "tenere il controllo sulle banche". Fondazioni bancarie che, secondo il presidente Inps che parla di opportunità sprecata, "non sono più in grado di fornire quei servizi di sostegno e di contrasto alla povertà". Parlando della riforma del lavoro "il grande test di funzionamento - secondo Boeri - sarà nella capacità di riduzione del precariato".

L'Inps monitorerà gli effetti del Jobs act e dei sui decreti attuativi. "Bisogna vedere se - ha detto il presidente dell'Istituto di previdenza sul primo decreto legislativo varato dal Cdm in via definitiva - il nuovo contratto indeterminato sarà così attrattivo''.

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