La questione aperta ormai da anni, riguardanti le famigerate pensioni, si fa sempre più calda. In un clima come questo fatto di dubbi e speranze, anche l'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale interviene sulla riforma delle pensioni. Sono tanti i punti oscuri che restano da chiarire e le proposte per introdurre una maggiore flessibilità in uscita non mancano.
Come dichiarato dal neo-presidente dell'Inps Tito Boeri, l'Istituto di Previdenza non poteva sottrarsi a tale problematica visto che si tratta di uno degli enti previdenziali di maggior spicco in Europa.
L'Inps, infatti, dispone di dati e competenze necessarie che potrebbero essere utilizzati per una definitiva soluzione del problema anche se, come prefissato dallo stesso Boeri, per ristrutturare la Governance si dovrà tenere conto dell'elevato deficit che per il 2015 ammonterebbe a circa 6,7 miliardi di euro.
Secondo quanto specificato da "Investire Oggi", l'argomento di maggiore interesse per Boeri è quello riguardante migliaia di lavoratori rimasti "imprigionati" dalle dure norme della Legge Fornero e soprattutto il grande problema che attanaglia gran parte dei pensionati. Infatti, uno strumento messo a disposizione dall'Inps è la cosiddetta busta arancione, ovvero quel documento che consente a tutti i lavoratori di sapere come sarà il suo assegno previdenziale.
E non poteva di certo mancare il cosiddetto reddito minimo garantito, meccanismo più volte ripreso dal presidente Inps Boeri. Egli infatti, mettendo in evidenza la reale situazione degli esodati, ha ipotizzato una forma di reddito minimo che dovrà essere corrisposto solo a chi è in età lavorativa qualora il reddito posseduto dal lavoratore sia inferiore ad una determinata soglia.
Secondo Boeri, inoltre, gli assegni pensionistici devono essere calcolati secondo il metodo contributivo al fine di favorire la pensione anticipata e di conseguenza il cosiddetto ricambio generazionale favorendo anche l'occupazione tra le nuove generazioni e garantire maggiori risparmi per lo Stato.