Sul fronte pensione anticipate uomini e donne è un continuo susseguirsi di interventi, il tema riforma Pensioni è vivo più che mai e molti esponenti politici hanno presentato in Commissione Lavoro le loro proposte per rimodulare la Legge Fornero. Il più battagliero di tutti continua ad essere l'ex Ministro del Lavoro Cesare Damiano che è tornato a ribadire la necessità di intervenire concretamente sul sistema pensionistico italiano al fine di concedere maggiore flessibilità in uscita e un sano turnover generazionale. Per il Presidente della Commissione Lavoro della Camera la soluzione non può essere il reddito minimo, proposto da Boeri, perché si tratterebbe di mera assistenza, è necessario invece agire in modo strutturale ritornando al sistema delle Quote.

Pensione anticipate la Quota 100, soluzione equa per uomini e donne

Damiano non ha alcun dubbio sulla Quota 100 e chiede di potersi confrontare con Poletti e i vertici Inps al fine di capire quali siano effettivamente le intenzioni del Governo Renzi, il dubbio è che l'esecutivo possa preferire delle misure assistenziali come il reddito minimo garantito agli over 55 piuttosto che concedere la pensione anticipata a tutti quegli uomini e quelle donne che da tempo confidano in una maggiore flessibilità per riuscire ad accedere alla quiescenza.

Al vaglio resta la quota 100 intesa come somma tra età anagrafica e contributiva, depositata col ddl 2945 che prevede il perfezionamento della soglia stabilendo dei limiti: 62 anni d'età e 35 di contributi.

La pensione anticipata a quota 100 diviene accessibile, quindi, a chi abbia maturato 38 anni contributivi e abbia almeno 62 anni. I precoci non gradiscono molto il limite anagrafico imposto dal ddl firmato da Damiano e Gnecchi e confidano ancora nella Quota 41, che consentirebbe indipendentemente dall'età di raggiungere l'assegno pensionistico senza penalità una volta maturati i 41 anni di contributi richiesti.

L'equità della Quota 100 sta però nel permettere ai lavoratori di accedere alla quiescenza piena, le penalizzazioni pari all'8% imposte dalla quota 97 ( 62 anni +35 di contributi) non sono molto ben accette dai lavoratori.

Riforma pensioni Governo Renzi: si torni alle Quote, il reddito minimo non è sufficiente

Nonostante sia difficile trovare la misura più idonea per tutti resta inteso che anche i lavoratori, siano essi precoci o meno, vorrebbero al più presto che il Governo Renzi si esprimesse e che uscisse dall'ombra.

Una riforma pensioni col sistema delle quote sembrerebbe comunque la più desiderata dai pensionandi che quanto meno riuscirebbero ad accedere anticipatamente al loro diritto acquisito. Il reddito minimo, come sostiene Damiano, non andrebbe a coprire l'intera platea dei lavoratori disoccupati prossimi alla pensione, ma solo quelli che hanno un reddito particolarmente basso. La misura assistenziale, si tratterebbe infatti di un indennizzo pari a circa 450-500 euro, non risolverebbe a monte il problema previdenziale e creerebbe ulteriori disuguaglianze. In molti, stando ai commenti lasciati sotto ai nostri articoli, si augurano quindi che non sia questa la soluzione verso cui il Governo Renzi propenderà per mettere mano alla Riforma delle pensioni, ma sperano ancora che la 'spuntino' Quota 100 o 41, voi siete tra questi?