Larecessione è finita,così parrebbe o almeno questo è il pensiero delministro Padoan. "L'economia italiana è uscita dallarecessione".Difatti così ha riferito il ministro aprendo in Senato il suointervento sul Def davanti alle commissioni Bilancio congiunte.La crisi che ha investito soprattutto le giovani generazioni sulpiano occupazionale,ha sortito almeno l'effetto di accelerare e quantomeno di ricercaremeccanismi e strategie per farvi fronte. In particolare nel settorepensionistico si stanno ipotizzando e proponendo interventi permodificare l’attuale riforma pensioni, targata Monti-Fornero deldicembre 2011, ormai compassata ed anacronistica.

Qualile soluzioni? Quale la medicina giusta?

La soluzione non èsemplice. Anzi appare proprio che la revisione del sistemaprevidenziale italiano sia diventato ilpomo della discordia trale stesse forze di governo, nonostante obiettivi comuni, come tra leforze politiche e queste e il presidente dell’Inps Boeri. Diversesono le misure proposte per intervenire che sono al vaglio di tutti,ma ancora nulla di concretoed auspicato. Se la situazione dovesse perdurare, se la fase distallo dovesse frenare l'azione di governo, non è improbabile cheanche sulle pensioni, come accaduto per il jobs act, il presidentedel consiglio Matteo Renzi vadaavanti da solo.

Con le nomine di Boeri alla presidenza dell’Inpse di Gutgeld quale suo consigliere politico-economico, appareevidente quali siano le intenzioni di Renzi sulle pensioni.

Quali le intenzioni del premier? Le elezionipotranno dare una scossa?

Con le elezioni regionali alle porte sipotrebbe pensare che si giunta la chiave di svolta per intervenirecon decisione su questo terreno minato. Il risultato dellacompetizione potrà servire al premier per capire di quantoconsenso ancora goda lui ed il suo governo. Ma soprattutto percomprendere quanto si possa fare in caso di un calo di credibilitàe di fiducia e cosa fare per riconquistare l'elettorato.

A questo punto potremmo attenderci qualche mossa asorpresa sulle pensioni. Proprio intervenendo sul sistemapensionistico potrebbe trovarsi l'antidoto per riconquistare quellafiducia “volata via”. Ecco che interventi per accelerare imeccanismi di uscita anticipata, i prelievi sulle pensionioltre i 3 mila euro mensili, concretizzare il reddito dicittadinanza, destinato solo a determinate fasce di cittadini,sui 55-65 anni, che rischiano di ritrovarsi in gravi difficoltà(interventi visti di buon occhio sia dal suo consigliere Gutgeld, siadal “suo” Boeri), la quota 100 così come proposto proprioda un suo “critico” interno al partito democratico (CesareDamiano, presidente della Commissione lavoro della Camera),potrebbero rappresentare le leve per risollevare la sua credibilità.

Insomma come si può notare la situazione èfluida. Ma si percepisce che qualcosa nel pentolone stia bollendo.

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