Dalle Alpi alla Sicilia i Cobas chiamano a raccolta il mondo della Scuola dopo gli infruttuosi incontri tra parti sociali, per protestare contro la Buona scuola con il blocco degli scrutini, partendo prima con una giornata di mobilitazione nazionale e precisamente domenica 6 giugno. Poi da lunedì 8 e martedì 9 giugno partendo dal Molise e Emilia Romagna e terminando mercoledì 17 e giovedì 18 in Alto Adige, si attuerà il blocco degli scrutini contro la buona scuola di Matteo Renzi e di tutte le attività scolastiche per i due giorni successivi al termine delle lezioni.

Da cosa ha origine la nuova ondata di proteste dei Cobas che li porta al blocco degli scrutini?

La nuova protesta è generata da quanto contenuto nella Buona Scuola. o meglio ha la sua continuità, dal giorno dello sciopero del 5 maggio, per alcune norme presenti nel disegno di legge, licenziato dalla VII commissione cultura ed oggi in discussione alla Camera dei deputati.

Ma quali sono le norme contenute nel ddl che non piacciono assolutamente ai docenti aderenti al sindacato Cobas, tanto da far proclamare il blocco degli scrutini in tutte le scuole d'Italia?

Innanzitutto i poteri affidati ai dirigenti scolastici in materia di assunzione del personale docente. Il sindacato Cobas si chiede, infatti, come può fare un capo d'istituto ad assumere persone che non ha mai conosciuto e delle quali, con un semplice colloquio, valutarne la professionalità e le capacità didattiche?

Ma è anche motivo di protesta e di indignazione per i Cobas il voler affidare a studenti e genitori la determinazione degli aumenti salariali per i docenti meritevoli.



La precettazione "ultima ratio" per scongiurare il blocco degli scrutini da parte dei Cobas

Il blocco, ad onor di cronaca, non è condiviso da tutte le sigle sindacali, Cisl della Furlan in testa.

Inoltre in una nota il Garante sugli scioperi, Roberto Alesse, invita a trovare un punto di convergenza per evitare azioni illegittime che danneggerebbero gli studenti e le loro famiglie. Scrive il garante che è sua prerogativa "il rispetto rigoroso della legge sul diritto di sciopero a tutela degli utenti", e si augura che il ricorso alla "precettazione resti solo un'opzione teorica", che diventerebbe un percorso obbligato per evitare difficoltà ai cicli conclusivi dei percorsi scolastici.

Difatti il blocco creerebbe la paralisi degli esami di terza media, della maturità e delle abilitazioni professionali.