Le premesse c'erano tutte: stanziare dei fondi europei per promuovere la ripresa occupazionale in Italia, investendo sui giovani diplomati e neolaureati. Un sogno forse, una speranza dissoltasi in una nube di fumo, come quello lanciato negli occhi delle nuove generazioni, pronte ad iscriversi al Progetto "Garanzia Giovani" in cerca di lavoro. Il riscontro delle società che vi aderiscono, infatti, lascia molto a desiderare: solo tirocini e stage. Di lavoro a malapena l'ombra e, qualora ci fosse, non corrisponde alle competenze dei richiedenti. Le uniche proposte di lavoro concrete riguardano il settore del terziario arretrato (uscieri, camerieri, salumieri), decisamente poco per crearsi delle aspettative di vita a lungo termine.
È trascorso ormai più di un anno da quando il Governo Renzi inaugurò "Garanzia Giovani": da allora, le adesioni al Progetto da parte degli under 30 sono state circa 430mila, ma soltanto la metà delle persone è stata contattata per un colloquio di orientamento dai Centri per l'Impiego. Già, i Centri per l'Impiego, o come si era soliti chiamarli un tempo, "Uffici di collocamento". Forse allora avevano una reale utilità fra consulenze e rectruiting del personale, ma ad oggi disperdono gli iscritti fra labirintici carteggi ed inutili pratiche burocratiche, dal momento che non garantiscono affatto un lavoro. "Non so se conosci le regole del marketing e della pubblicità: un conto è la pubblicità, un conto è quello che è effettivamente", questa la dichiarazione di un'impiegata del centro per l'impiego di Cinecittà ad una giovane in cerca di lavoro, come raccontato il 4 maggio dal programma "Piazza Pulita".
A quanto pare, il Progetto ne ha ricevuta fin troppa di promozione, ma d'altro canto i soldi non finiscono mai quando si parla di pubblicità. Basti pensare che il sito internet dell'iniziativa (www.garanziagiovani.gov.it), costerà la bellezza di 30 milioni di euro. Un dominio che ospita abbondanti cliccate ma pochissime offerte di lavoro, che dovrebbe rappresentare il porto sicuro di oltre 1,7 milioni di giovani fra i 15 ed i 29 anni, ma a cui offre solo 50mila posti di lavoro, soddisfacendo le richieste del 3% del potenziale bacino d'utenza. E la strada è ancora lunga, visto che il Progetto Garanzia Giovani intende protrarsi fino al 2018.
Cui prodest: avvantaggiare le agenzie interinali e le aziende
Di certo, l'erogazione continua dei fondi europei rappresenta una buona notizia per le agenzie interinali e di formazione che aderiscono al progetto. Sono loro infatti che ne traggono maggior beneficio. Come? Incassando subito i fondi europei senza assumere i giovani, ma emarginandoli ai corsi di formazione, ovvero stage e tirocini. Il procedimento è sempre lo stesso: in quasi tutte le Regioni il 70% dei compensi spettanti ai formatori viene erogato subito (si pensi che solo nel Lazio, come si apprende dal sito del Progetto, sono stati stanziati 137 milioni di euro), mentre soltanto il 30% dei fondi dipende dai risultati raggiunti, cioè dall'efficacia dimostrata nell'aiutare i giovani a trovare un impiego.
Per esempio, questo l'annuncio di una società in cerca di una segretaria e correttrice di bozze a Roma: "la nostra intenzione è rientrare nel progetto proponendo un tirocinio full time di 9 ore al giorno per 400 euro mensili di fondi europei, a cui noi aggiungeremo un piccolo plus qualora il candidato sia disposto ad assicurarci completa disponibilità sul posto di lavoro". In assenza di un metro di valutazione, sulle cifre esatte del plus si va a libera interpretazione. Inoltre, la maggior parte delle aziende e società in cerca di personale giustifica il prolungato orario di tirocinio come "desiderio di veder crescere la risorsa all'interno dell'azienda". Ma per crescere professionalmente è necessario porre degli obiettivi ai candidati, innanzitutto contrattuali, di aumento retribuzione, degli step da intraprendere che accrescano anche l'orizzonte di chi vuole accettare l'incarico.
Agl'occhi dei giovani si profilano al contrario solo lavori estenuanti, spacciati però come "corsi di formazione".
Le agenzie interinali, insieme alle aziende che hanno assunto dei giovani anche per pochi mesi, in meno di un anno hanno prosciugato più della metà delle risorse disponibili, circa 1,5 miliardi di euro stanziati dall'Unione Europea per il progetto Youth Guarantee. Ma solo la metà dei giovani iscritti è stata contattata per il primo colloquio: quello conoscitivo per inserire i cv nel database del centro per l'impiego. Di questi, inoltre, solo 69.811 (il 13,9%) è stato effettivamente contattato stage, tirocini o contratti. Dati che parlano chiaro: il progetto sta dimostrando poche garanzie di successo, come sottolineato da Libera ed il Gruppo Abele.
Giovani Startup: Andrea De Spirt, fondatore di JobYourLife
Per fortuna, in un paese che sembra non investire più sui giovani, le idee meritevoli brillano ancora nel mondo del lavoro. È questo il caso, per esempio, di Andrea De Spirt, giovane imprenditore milanese e fondatore della piattaforma "JobYourLife.com", un motore di ricerca occupazionale che ha rivoluzionato il modo d'interagire fra aziende e chi è in cerca di lavoro.
Dopo un primo insuccesso, Andrea De Spirt ha fondato una sua Startup che sta facendo molto discutere in questi giorni, catturando l'attenzione del Sole24Ore, di Giovanni Minoli e del Ministro del Lavoro Poletti.
"Jobyourlife nasce circa 2 anni e mezzo fa grazie ai finanziamenti di base erogati da un privato" - racconta De Spirt in una nostra intervista - "circa 1.000.100 euro che nell'ultimo anno e mezzo abbiamo impiegato per implementare e potenziare l'iniziativa.
Il nostro progetto intende invertire il metodo di recruit tradizionale nel rapporto tra aziende e candidati". Nel dettaglio infatti, non sono più i candidati a doversi offrire alle aziende presentando loro i curricula ma, digitando le parole chiave nei motori di ricerca, sono quest'ultime a cercare i loro profili ideali, presenti ovviamente nei database di JobYourLife. "Abbiamo la partnership di più di mille aziende" - prosegue De Spirt - "tra cui per esempio GameStop e Tempor; ogni giorno registriamo fra i 1100 ed i 2000 utenti iscritti". In questo modo il rapporto tra mercato occupazionale e le persone è più diretto, l'azienda contatta direttamente la persona tramite mail e telefono garantendole un colloquio, cosa che non avviene con Garanzia Giovani.
"Abbiamo sostenuto degl'incontri con la Regione Lazio ed il Ministro Poletti per vagliare delle alternative efficaci a Garanzia Giovani. Il nostro staff ha presentato moltissime idee, ma abbiamo riscontrato una certa lentezza da parte delle istituzioni pubbliche, forse è questo a scoraggiare l'aumento dell'occupazione in Italia: la mancata apertura all'innovazione, preferendo la tradizionale e lentissima burocrazia, che noi rigettiamo per principio", conclude Andrea De Spirt. Fino ad ora, Garanzia giovani ha offerto circa 1 miliardo di fondi europei solo per l'Italia, probabilmente mal gestiti. Da quando è nato JobYourLife invece, gli utenti che hanno ricevuto proposte di lavoro e hanno accettato i colloqui sono circa 25mila. Non c'è bisogno di garantire dei risultati: i dati parlano da soli su chi merita di essere creduto.