Nuovo colpo di scena nel campo delle Pensioni: dopo che la Consulta ha emesso alla fine di aprile una sentenza dirompente, richiamando l'esecutivo al pagamento delle rivalutazioni bloccate dal Governo Monti, arriva la risposta del Premier Matteo Renzi "Nessun pensionato perderà un centesimo. Noi scriveremo una nuova norma rispetto al blocco dell'indicizzazione, che restituirà in tasca a quattro milioni di italiani 500 euro a testa il prossimo primo agosto". Il Presidente del Consiglio delinea anche il perimetro di applicazione della nuova misura, che sarà destinata a tutti coloro che percepiscono una mensilità inferiore alle 3.000 € lorde al mese, mentre per chi percepisce mensilità superiori il blocco dovrebbe continuare a restare in essere.

Vi è da sottolineare come l'annuncio abbia colto di sorpresa tanto la platea della politica quanto quella dei pensionati che ne sono destinatari, perché ci si attendeva che nuovi dettagli potessero arrivare solo dal Consiglio dei Ministri di oggi 18 maggio, che doveva delineare le linee guida da applicare al problema. Mentre i risvolti operativi (secondo le ultime indiscrezioni giornalistiche) sarebbero dovuti arrivare solo alla fine di maggio, dopo le opportune verifiche dei tecnici.

I dettagli sull'annuncio di Renzi: ecco dove saranno reperite le risorse per i rimborsi sulle pensioni

Stante la situazione, appare chiaro che il decreto relativo ai rimborsi Inps sulle pensioni avrà sicuramente un'area di intervento più delimitata rispetto a quanto ipotizzato inizialmente: lo afferma lo stesso Premier quando spiega che non si potrà effettuare una "restituzione totale".

Dal punto di vista pratico, le coperture saranno reperite tramite l'ormai noto "tesoretto" presente nel Documento di programmazione economica e finanziaria. Si tratta di risorse che nelle intenzioni iniziali dovevano servire a istituire un sostengo per la lotta contro la povertà, mentre ora l'avanzo sarà destinato a restituire gli adeguamenti all'inflazione.

Svolta pensioni, il Premier si dice scontento della decisione ma esprime rispetto per la Corte Costituzionale

"La Corte è l'ultima istanza, la si accetta" afferma il Premier Matteo Renzi, quando gli è stato chiesto di commentare il merito della sentenza espressa dalla Consulta: "È chiaro che avrei preferito un'altra sentenza, ma non mi metto a fare polemiche [...] se devo essere sincero, dico che non sono contento".

D'altra parte, stante quanto appena scritto bisogna necessariamente constatare che la restituzione per molti pensionati sarà solo parziale rispetto a quanto ipotizzato inizialmente da tecnici, parti sociali e associazioni dei consumatori. Le stime iniziali riferivano di rimborsi sulle pensioni fino ai 3.000 €, mentre con 500 € una tantum si arriverebbe nel migliore dei casi ad un sesto di quanto ipotizzato. Tanto che i sindacati annunciano già di aspettarsi una soluzione diversa: "meglio di niente" spiega Carla Cantone, sottolineando come "è meglio di mente, ma la questione non può finire qui né così".

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