In queste ultime ore è giunta la dichiarazione di Vera Lamonica, segretario confederale del sindacato Cgil, a seguito delle parole di Giuliano Poletti, ministro del welfare, relativamente alle pensioni ed al reddito minimo: 'Il ministro Poletti condivide la nostra preoccupazione. Apprezziamo quello che dice ma allo stesso tempo non ha preso alcun impegno, dato che tutto il governo Renzi dovrà fare una vera e propria scelta politica', sottolinea Lamonica.
Lamonica: 'Lo Stato si deve prendere cura delle famiglie che vivono in una condizione di disagio economico'
'Noi proponiamo di cambiare completamente il nostro welfare. Ci rivolgiamo a tutte quelle persone che in vivono in condizioni di disagio economico. Lo Stato si deve assumere la responsabilità di prendersi carico di loro sottraendoli alla povertà. A queste persone bisogna dare uno strumento che possa sostenere il reddito. Oltre a questo si deve aggiungere un'infrastruttura sociale che possa sostenere i bisogni di queste famiglie'. Vera Lamonica prosegue nella sua dichiarazione, secondo quanto riportato dal sito internet pensionioggi.it, mettendo in risalto una seconda proposta: 'Questa operazione non deve essere fatta per categorie ma a carattere universale.
Noi proponiamo il cosiddetto Livello essenziale di prestazione sociale, cioè il Leps, come un livello costituzionale'.
Lamonica: 'Se si deve inserire un provvedimento nella Legge di Stabilità, è necessario un confronto da subito'
Per quanto riguarda la riforma del sistema previdenziale con l'applicazione della flessibilità, il sindacato attende le decisioni da parte del governo Renzi. 'Dal prossimo mese vedremo se alle parole seguiranno i fatti. Se si vuole inserire un provvedimento sulle pensioni nella Legge di Stabilità bisogna che si inizi un confronto da subito'. L'introduzione di una penalizzazione per chi va in pensione prima del raggiungimento degli attuali requisiti non piace al leader della Cgil, Susanna Camusso, la quale vorrebbe applicare un provvedimento che prevede di lasciare il lavoro al raggiungimento dei 40 o 41 anni di contributi.