Si è discusso in queste ultime settimane di presidi-sceriffo, di ingiustizie nelle assunzioni, di concorsi, di valutazione, di merito e di presunte raccomandazioni ma c'è un aspetto della riforma 'Buona Scuola' di cui si è parlato poco e che, forse, meriterebbe più attenzione. Cogliamo l'occasione per farlo, anche per merito di Adriano Sofri, giornalista del quotidiano 'Repubblica', che ha posto l'attenzione sull'articolo 21 del ddl, nel quale si parla di riforma dell'istituto degli insegnanti di sostegno.
Secondo quanto contenuto nel testo di legge, l'intenzione sarebbe quella di separare ancora più marcatamente il ruolo degli insegnanti cosiddetti di ruolo da quello svolto dagli insegnanti di sostegno. Lo scopo sarebbe quello di dare una specializzazione particolare a questi docenti in modo che sappiano interpretare nel migliore dei modi il difficile compito di sostenere gli studenti affetti da particolari malattie o condizioni.
Davide Faraone: 'Il sostegno viene usato come scorciatoia'
Non dimentichiamoci, però, del fatto che sarebbe ingiusto sminuire il lavoro dell'insegnante di sostegno, limitando la sua figura a quella di 'aiuto ai ragazzi certificati da minorità': non dobbiamo dimenticarci che l'insegnante di sostegno è un insegnante a tutti gli effetti, anzi di più, perchè ha scelto questo ruolo pur avendo ugualmente la possibilità di lavorare come un classico 'docente di ruolo'.E qui veniamo al nocciolo della questione. Il sottosegretario all'istruzione, Davide Faraone, ritiene che troppo spesso il ruolo del sostegno venga sfruttato come scorciatoia per arrivare al traguardo dell'immissione in ruolo, salvo poi tornare ad insegnare la propria materia. Ecco perchè, sempre secondo Faraone, la scelta iniziale deve essere irreversibile.
Insegnante di sostegno 'a vita': alcune riflessioni
Qui vanno fatte le debite riflessioni. Mettendo da parte le 'strategie', vere o presunte, degli insegnanti di sostegno, è indubbio riconoscere che l'esperienza in questo campo non fa altro che migliorare la formazione professionale del docente, specialmente sul piano pedagogico. In secondo luogo, il ruolo del sostegno è talmente difficile che un insegnante potrebbe scoprire, col tempo, di non riuscire più a sostenerlo e allora perchè impedirgli di tornare ad insegnare la sua materia? I problemi sono già tanti in questo delicato settore dell'insegnamento: probabilmente, se ne vogliono creare degli altri.
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