La riforma scuola 2015 di Renzi-Giannini è letteralmente appesa a un filo, ed il filo è rappresentato dall'unico senatore di "vantaggio" che la maggioranza avrebbe nei confronti dell'opposizione. La notizia riguarda il fatto che il senatore Tito Di Maggio dei Popolari per l'Italia è passato nell'area dei fittiani e ha abbandonato la maggioranza, portandosi con sé altri due senatori: a questo punto, il conteggio nella Commissione Istruzione al Senato è di 13 voti per la maggioranza e 12 voti per l'opposizione.

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È chiaro che, a questo punto, il premier Renzi debba scendere a più miti consigli, il rischio che possa avvenire il ribaltone è molto alto. Come si era anticipato da più parti, il voto alle Elezioni Regionali avrebbe influito sulle discussioni al Senato in maniera decisiva: la spaccatura nel Pd consumata in Liguria e lo scontro tra De Luca e Bindi determinano una situazione molto delicata, la tenuta del Governo sta tutta nelle possibili aperture di Renzi, uomo solo al comando, alla minoranza dem e all'opposizione interna.

Lo scontro al Senato e le modifiche alla riforma Scuola Renzi-Giannini

Durante la giornata di ieri, si è svolta al Senato una discussione molto infuocata nella sala Koch e gli interventi della minoranza dem sulla riforma scuola 2015 Renzi-Giannini sono stati molto duri: non soltanto si è contestato una serie di punti, tra cui il piano assunzioni e la questione delle funzioni del preside, ma si è delineata una vera e propria opposizione interna al partito, questa volta diretta ed aperta. Tra i tredici senatori della maggioranza, infatti, vi sono anche coloro che sembrano poter abbracciare le istanze della minoranza: un nome su tutti è quello di Corradino Mineo, che potrebbe far pendere l'ago della bilancia verso la bocciatura del provvedimento o verso l'ammissione di emendamenti che ne cambierebbero la fisionomia.

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I numeri così risicati significano soprattutto una cosa: ogni votazione rappresenterà per Renzi e la sua riforma scuola un'incognita. I lavori dietro le quinte proseguono e gli accordi potrebbero essere trovati lontano dai microfoni.

Le proposte dell'opposizione sulla riforma scuola Renzi-Giannini

La vera proposta della minoranza dem e dell'opposizione alla riforma scuola Renzi-Giannini si potrebbe riassumere in questi termini: lo scorporo del piano assunzioni dal resto delle misure, in maniera tale da poter avere più tempo per confrontarsi su un ambito, la scuola, decisivo per il futuro del paese.

Le proposte e gli emendamenti sono moltissimi, circa 2mila, ma l'idea di fondo è che all'interno del piano assunzioni debbano rientrare anche i docenti abilitati e non soltanto quelli con 36 mesi di servizio alle spalle, ma tutti coloro che si sono abilitati tramite TFA e PAS, al di là del servizio: altrimenti, si creerebbe una disparità di trattamento tra titoli equivalenti che in uno stato di diritto non può essere ammesso. La speranza di molti insegnanti precari è rivolta a questa scaramuccia interna al partito di maggioranza: il futuro della scuola italiana è attaccato ad un filo.

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