Continua il dibattito in tema di riforma delle pensioni. Ad intervenire sulla delicata materia della pensione anticipata e dell’opzione donna è la parlamentare del PD Maria Luisa Gnecchi. Intervistata dai colleghi de Il Sussidiario, l’onorevole fa il punto della situazione in Commissione Lavoro alla Camera. Le ultime notizie hanno visto un’accelerazione delle pressioni esterne verso una flessibilità in uscita mediante il contributivo per tutti. Un’idea, questa, che non piace a Cesare Damiano e, in generale, alla Sinistra Dem del Partito Democratico.

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Opzione donna per tutti troppo costosa, pensione anticipata a 62 anni soluzione migliore

La Gnecchi ha risposto ad una domanda relativa all’estensione dell’opzione donna a tutti (c.d. opzione uomo). La proposta, avanzata più volte da diversi esponenti del mondo politico e sindacale, è strutturata in maniera tale che tutti potrebbero lasciare il lavoro a 57 anni e 3 mesi con il calcolo dell’assegno interamente contributivo: al massimo, secondo alcuni, si potrebbe cambiare l’età pensionabile.

Netta è la chiusura della parlamentare Dem secondo cui la soluzione costa troppo: 15 i miliardi quantificati dalla Ragioneria dello Stato, quasi il doppio della pensione anticipata a 62 anni con penalizzazioni decrescenti presentata da Damiano. E se si pensa che gli 8,5 miliardi del DDL Damiano sono apparsi troppi agli occhi dell’Inps, è da considerare poco realistico che si proceda in tal senso.

L’opzione donna estesa a tutti, ha spiegato Maria Luisa Gnecchi, non è la migliore soluzione per la pensione anticipata perché, se da un lato è vero che comporta una riduzione dell’assegno mensile, dall’altro anticipa in certi casi di quasi dieci anni l’età pensionabile: vista l’aspettativa di vita, da tempo ormai in aumento, ci sarebbero pensionati che si troverebbero di punto in bianco a godere di almeno dieci anni in più di pensione.

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La Commissione Lavoro, dunque, lavorerà verso una proposta unitaria che, con ogni probabilità, avrà come base proprio il disegno di legge sui pensionamenti flessibili di Cesare Damiano. Se scontata è la convergenza delle varie forze politiche rappresentante in Parlamento, almeno di quelle che dicono di voler intervenire sulla riforma Pensioni, meno prevedibile è la posizione del Governo Renzi, da mesi impegnato in un valzer di aperture e smentite.