Non si placano le discussioni intorno ai temi flessibilità e pensione anticipata specie dopo la ripresa dei lavori alla Camera il 24 giugno dove sono stati presentati altri 3 ddl (il C. 3077 di Ariaudo, C. 3114 di Ciprini e il C. 3144 di Pizzolato) oltre a quelli già al vaglio del Governo. I lavoratori precoci, che seguono con attenzione le ipotesi e le proposte dell'esecutivo, non hanno alcun dubbio: l'unica soluzione accettabile per loro resta il ddl 857 di Damiano che cita la Quota 41.

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Attivo e deciso ad ottenere giustizia il gruppo dei pensionandi nato sul web che attraverso la pagina Facebook 'lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti" fa sentire la propria voce anche ai sindacati. I precoci ritengono inaccettabili le misure che prevedono penalizzazioni e il ricalcolo contributivo ed in vista dell'incontro che si terrà il 9 luglio tra Inps e sindacati hanno deciso di renderlo presente, attraverso un'email, a Carla Cantone Segretaria Spi-CGIL.

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In pensione anticipata col 30% in meno? Pura follia per i precoci, che chiedono Quota 41!

Le discussioni si sono fatte più accese specie dopo le ultime dichiarazioni di Treu, rilasciate nel corso di un'intervista pubblicata sul Sussidiario.net, che hanno fatto infuriare i pensionandi ed in particolare i lavoratori precoci. Secondo l'ex presidente dell'Inps l'uscita anticipata sarebbe possibile dal 2016 su base volontaristica solo per chi accettasse una riduzione dell'assegno di circa il 30 %.

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Pensioni

Stando alle parole del componente del Cnel il ricalcolo contributivo sarebbe l'unico modo per consentire la flessibilità in uscita e mantenere fede a quanto richiesto dall'Ue salvaguardando i conti pubblici.

Per i lavoratori precoci si tratterebbe di pura follia, secondo i membri partecipanti alle discussioni sulla pagina facebook: 41 anni di contributi sono più che sufficienti per non dover andare incontro a nessuna penalizzazione, l'unica soluzione sarebbe concedere la Quota 41 proposta da Damiano nel ddl 857 attualmente 'bocciato' da Treu, i soldi mancanti andrebbero recuperati chiamando in causa coloro che percepiscono vitalizi e 'Pensioni d'oro' che difficilmente hanno assegni proporzionali al montante contributivo versato, parlare di pensione anticipata dopo 41 anni di lavoro suscita ilarità, la quiescenza piena dopo una vita di sacrifici sarebbe un diritto più che acquisito!

Come finirà questa battaglia tra pensionati e forze politiche è presto per dirlo, certamente saranno importanti gli incontri programmati per il 9 ed il 16 luglio al fine di comprendere quali intenzioni avrà il Governo Renzi dopo aver ascoltato anche le parti sociali. Secondo voi come finirà? Si riuscirà a dare ascolto ai lavoratori o il monito dell'Ue impedirà al buon senso di avere la meglio?

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