Mentre si attende la proposta del maxiemendamento dei due relatori Francesca Puglisi e Franco Conte, prevista per martedì prossimo, con l'obiettivo di trovare una soluzione che appiani i dissidi tra il governo e i gruppi di opposizione, i docenti facenti parte delle Graduatorie di Istituto si chiedono quale sarà il loro futuro lavorativo, dal momento che le assunzioni su cui si sta tanto dibattendo riguarderebbero solo i docenti facenti parte delle Graduatorie ad Esaurimento.



Piano pluriennale di assunzioni

Uno dei punti che, stando alle indiscrezioni trapelate su Orizzonte Scuola, farà parte del maxiemendamento sarà la possibilità di mettere in atto un piano pluriennale di assunzioni da estendere ai docenti precari che, attualmente, restano esclusi dal piano delle assunzioni, come gli abilitati con TFA e PAS. Si tratta, comunque, di un punto in fase di valutazione, soprattutto in merito a costi, risorse disponibili e fattibilità.



Ipotesi per docenti delle Graduatorie di Istituto legate al concorso a cattedra



Sempre secondo quanto riportato da Orizzonte Scuola, la possibile apertura del ddl di riforma della scuola potrebbe riguardare sia i docenti che hanno già conseguito l'abilitazione e che sono inseriti nella seconda fascia delle graduatorie di istituto sia i docenti che stanno conseguendo il titolo. Le ipotesi di assunzione sono strettamente legate al prossimo concorso a cattedra e prevedono una situazione di vantaggio per quei docenti facenti parte delle Graduatorie di Istituto che vantano un'esperienza di 36 mesi di servizio nella scuola e che potranno avere accesso ad un canale preferenziale di stabilizzazione durante il concorso o durante i prossimi concorsi con assunzione per soli titoli. Oppure - altra ipotesi - si prevede di garantire una riserva di posti, sempre relativamente al concorso, con punti a favore per chi ha servizio pregresso.



Che ne sarà, quindi, del futuro lavorativo di quei docenti che, pur avendo conseguito brillantemente l'abilitazione all'insegnamento, non hanno avuto la possibilità o la fortuna di raggiungere i requisiti dei 36 mesi di servizio nella scuola? E, ancora, perché i docenti abilitati con SSIS, per i quali il ddl scuola prevede la stabilizzazione, non devono sostenere nessun concorso per essere assunti a differenza degli abilitati con i successivi percorsi di abilitazione? Questi gli interrogativi che serpeggiano tra le file dei docenti di recente abilitazione che sognano ancora di vivere in un Paese meritocratico.
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