Con i grandi passi compiuti dall'innovazione tecnologica, l'uso del personal computer all'interno delle aziende è diventata la normalità, anche se non esclusiva delle imprese legate al settore IT. Alla diffusione capillare del pc nelle aziende non sempre corrisponde un'efficace attenzione ai diritti dei lavoratori e agli obblighi di legge dei datori di lavoro necessari a garantire la tutela della salute dei dipendenti che usano videoterminali per svolgere le loro mansioni. La nuova Riforma del lavoro voluta dal governo Renzi, il c.d. Jobs Act, promuove la tutela dei lavoratori e le esigenze delle imprese, con l'intento di rendere più flessibile il mercato del lavoro.
La disciplina vigente in materia di interruzioni e pause
Attualmente la normativa di riferimento è ancora il Dlgs 81/2008 che, in attuazione dell'articolo 1 dell Legge n. 123 del 2007, tutela i lavoratori dai rischi per la salute derivanti dalle attività lavorative svolte attraverso l'uso di videoterminali. Per i datori di lavoro vige l'obbligo di tutelare i propri dipendenti con idonee misure, come le interruzioni di 15 minuti ogni due ore di uso di terminali video, da attuare mediante pause o con cambiamenti dell' attività lavorativa svolta.
In generale, quando l'attività lavorativa di un dipendente prevede l'uso ininterrotto di videoterminali per 4 ore consecutive, spetta per legge un'interruzione obbligatoria, mediante una pausa o il cambio di attività lavorativa; la normativa precisa, altresì, che per ogni due ore davanti al terminale deve essere prevista un'interruzione di 15 minuti che, mediante accordi aziendali, può consistere anche in una pausa o in un'interruzione che consenta il rilassamento della vista e generale.
La procedura per le pause 'su misura'
Nei casi in cui un dipendente abbia necessità personali differenti dagli altri lavoratori, mediante la presentazione di un apposito certificato medico può raggiungere con il proprio datore di lavoro un accordo temporaneo che preveda interruzioni e pause individuali per quanto riguarda le modalità e la durata delle medesime.
Pause: orari e divieto di cumulabilità
Poichè lo scopo della normativa sopra citata è quello di tutelare la salute dei dipendenti sui posti di lavoro, l'obbligo di prevedere interruzioni dell'attività lavorativa e pause da parte del datore di lavoro, nonchè il corrispodente diritto al godimento da parte del lavoratore, sono previsti unicamente a tale scopo.
E', tuttavia, vietato il cumulo di interruzioni e di pause, poichè il lavoratore potrebbe abusarne ritardando, ad esempio, l'ingresso nel posto di lavoro o anticipando l'uscita dal medesimo.
Inoltre, il datore di lavoro non può cosiderare come pause o interruzioni dell'attività lavorativa il tempo trascorso dal lavoratore in attesa davanti ai videoterminali (ad esempio, nel caso in cui si attenda la risposa ad una comunicazione mediante email), poiché l'attesa è considerata come tempo lavorativo a tutti gli effetti, non potendo il lavoratore allontanarsi dalla propria postazione.