Secondo un recente studio condotto dalla Banca centrale Europea, il "Survey on the access to finance of enterprises in the Euro area", le PMI riscontrano per la prima volta dal 2009 minori difficoltà per accedere a prestiti e finanziamenti dal circuito bancario, seppur con differenze significative secondo il Paese di riferimento. Lo studio è stato condotto nell'arco temporale tra ottobre del 2014 e marzo 2015, prendendo in esame circa 11.700 aziende delle quali il 70% che ha meno di 250 dipendenti.

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In Paesi come Germania, Belgio e Finlandia la situazione sarebbe migliore che in Italia e Portogallo, dove ancora persistono molte difficoltà soprattutto per le imprese più piccole. Tutto questo alla luce dei numerosi problemi finanziari che l'Europa sta attraversando in questo particolare momento storico, dove le istituzioni sono al lavoro per cercare di risolvere la grave crisi finanziaria della Grecia, che rischia di contagiare anche le altre economie europee, in particolare quelle più deboli.

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La situazione del credito bancario

Secondo lo studio della BCE, nel credito bancario assistiamo a una riduzione dei tassi d'interesse e all'aumento degli importi nominali dei prestiti richiesti, oltre a quello della loro durata temporale. Molto spesso le imprese riescono ad ottenere cifre minori, che mediamente sono inferiori ai 100mila euro, in confronto agli importi di prestito richiesti.

Il 14% delle imprese ottiene cifre più basse di 25mila euro e il 28% invece ottiene somme comprese tra 25 e 100mila euro. Finanziamenti maggiori sono ottenuti solo dal 34% delle attività, delle quali il 22% ottiene prestiti d'importi compresi tra 250mila euro e un milione, mentre solo il rimanente 12% delle imprese riesce ad ottenere somme che si avvicinano al milione di euro.

Come riportato dal sito internet Pmi.it, le previsioni per il semestre preso in considerazione nello studio, da aprile a settembre 2015, sono considerate all'insegna dell'ottimismo.

In effetti, l'11% delle PMI crede in un aumento delle risorse dal circuito bancario, sia sotto forma di finanziamenti che di affidamenti. Inoltre, oltre al credito classico ottenibile dal normale circuito bancario, le imprese si aspettano maggiori risorse finanziarie interne provenienti dalla vendita di asset propri o dal trattenimento di pagamenti.

I principali problemi delle PMI in Europa

In Europa, quello dell'accesso al credito è considerato dalle piccole imprese come il problema minore tra i tanti con i quali sono costretti a confrontarsi. Il 26% delle aziende prese in considerazione considera il problema principale quello di trovare nuovi clienti, davanti a quello della mancanza di disponibilità di manodopera professionalmente qualificata, dichiarato dal 14% delle imprese. Nella classifica dei principali problemi incontrati dalle PMI nell'Eurozona infine, troviamo la concorrenza e gli elevati costi per la produzione. Nella parte finale vi è la burocrazia, per il 13% delle imprese, mentre l'accesso alle fonti di finanziamento è considerato un problema solo per l'11% delle aziende prese in esame.

Come possiamo notare dai dati presentati dalla BCE, le imprese di minori dimensioni sono quelle che nel medio termine mostrano maggiore fiducia. Con la nuova riforma del mercato del lavoro voluta dal Governo, anche le imprese dovrebbero essere interessate da significativi miglioramenti. Il mercato del lavoro è stato oggetto di una profonda revisione, e attraverso l'adozione dei decreti attuativi contenuti nella riforma, oltre a tutelare i lavoratori si è cercato di salvaguardare gli interessi delle imprese.

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