La legge di Stabilità prevista per settembre e da approvare entro la fine del 2015, avrà come punto cruciale, la riforma delle pensioni. Voluta da tutti per cancellare l'ultima riforma, quella della Fornero, la rimodulazione del sistema pensionistico italiano è in continua discussione su più tavoli. Sul piatto c'è la proposta fatta dal Presidente dell'INPS, Boeri durante la solita relazione annuale che l'Istituto presenta in Parlamento. Inoltre, c'è il progetto già depositato alla Camera dal presidente della Commissione lavoro Cesare Damiano e dal sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta.

Anche il Premier Matteo Renzi interviene costantemente sull'argomento, annunciando che presto ci sarà un piano elaborato dal Consiglio dei Ministri. Ecco le differenze sostanziali tra le proposte.

Flessibilità in uscita

Argomento centrale della discussione è la flessibilità in uscita, la facoltà concessa al lavoratore di uscire anticipatamente dal lavoro e andare in pensione. Per Boeri va applicato il sistema di calcolo contributivo, quello più penalizzante in termini di assegno pensionistico, a tutti coloro che decidono di lasciare il lavoro prima dei 66 anni. La proposta Damiano, invece, prevede bonus e penalizzazioni in relazione agli anni di lavoro in più o in meno che il lavoratore sceglie di fare.

La proposta dell'INPS è certamente quella che ha come obiettivo la salvaguardia della casse pubbliche e quindi dell'Istituto, ma che penalizza maggiormente i futuri pensionati. La proposta Damiano, invece, viaggia in senso opposto, alto costo per l'Erario e penalizzazioni minime per i pensionati. Secondo i detrattori delle due proposte, quella di Boeri potrebbe presentare tagli ai futuri assegni per i nuovi pensionati anche del 35%, mentre la proposta di Damiano costerebbe 10 miliardi di euro all'Erario. Naturalmente, su queste cifre, i promotori delle proposte non concordano ed hanno stime diverse.

La proposta Damiano in pillole

Il progetto Damiano-Baretta prevede minimo 35 anni di contributi e l'importo della pensione da erogare deve essere pari ad 1,5 volte l'assegno sociale in vigore.

I bonus e le penali di cui parla sono del 2% all'anno sia che si lavori più a lungo, sia che si lasci prima l'impiego. I limiti massimi previsti da Damiano sono dell'8%. Quindi, se un soggetto sceglie di lavorare fino a 70 anni, avrà un assegno maggiorato dell'8% così come avrà un assegno ridotto dell'8% se lo stesso soggetto sceglie di andare in pensione a 62 anni. La pensione anticipata senza limite di età per Damiano deve essere concessa al raggiungimento di 41 anni di contribuzione versata.

La proposta Boeri

Il progetto di Boeri prevede secondo lui una decurtazione di massimo il 3% per ogni anno di anticipo con cui si va in pensione. Questo perché, stando alle sue considerazioni, le pensioni future vanno calcolate esclusivamente con il metodo contributivo.

In parole povere, l'ammontare dell'assegno da dare al pensionato deve essere calcolato sull'ammontare dei contributi che lo stesso ha versato durante la sua vita lavorativa. Per Boeri, l'ammontare dei contributi che un soggetto ha versato, va diviso per gli anni di pensione che un soggetto riuscirà a prendere, calcolandolo in base all'aspettativa di vita. Chi va in pensione prima, sfrutta la pensione per più anni (teoricamente ed in base alle aspettative di vita) e quindi i contributi che lo stesso ha versato vanno divisi per più anni.