"Boeri ha indicato per i lavoratori che sceglieranno tale opzione uno scostamento tra il 7% e il 10% rispetto al calcolo attuale. Tale dato è riconducibile a un calcolo sterile effettuato senza tenere conto della reale situazione dei singoli lavoratori": sono le parole espresse da Domenico Proietti della Uil così come sono state riportate su di un articolo del Manifesto, in merito all'idea di flessibilizzare la rigidità introdotta nel sistema previdenziale dalla riforma Fornero attraverso il ricalcolo contributivo delle future mensilità pensionistiche erogate.
"Il nostro studio dimostra invece che i futuri pensionati avrebbero una riduzione media del trattamento tra il 10% e il 34%". Cifre che ovviamente preoccupano fortemente i lavoratori e che se fossero confermate potrebbero vanificare l'efficacia della misura di flessibilità, visto che da un lato inibirebbero molti a fare richiesta di pensionamento mentre dall'altro lato costringerebbero lo Stato a fornire assistenza di welfare ai soggetti con montante contributivo minimo e con mensilità previdenziali troppo vicine alla pensione minima e alla soglia di povertà.
Riforma della previdenza, il Ministro Poletti si è impegnato ad un incontro dedicato alla flessibilità
Stante la situazione, bisogna ricordare come al momento la situazione resti ancora del tutto incerta.
Mentre dalla Commissione lavoro alla Camera in Parlamento si insiste sulle proposte di pensionamento anticipato con quota 97 e con 41 anni di versamenti per i precoci, il Ministro del lavoro Giuliano Poletti ha spiegato che i tecnici del Governo stanno portando avanti un'istruttoria al fine di determinare quale possa essere la soluzione di compromesso più equilibrata. L'obiettivo resta quello di inserire dei correttivi già a partire dalla prossima legge di stabilità, un percorso che dovrebbe portare all'approvazione delle misure entro la fine dell'anno e con validità a partire dal 1° gennaio 2016. Ma il percorso per i lavoratori appare tutt'altro che in discesa, visto che al momento la politica appare ancora divisa tra le numerose proposte di flessibilità (spesso in antitesi tra di loro) giunte finora sul tavolo del Governo.
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