Le ultime novità ci rivelano che la riforma pensioni resta sempre la questione più dibattuta del momento e che all'esame della Commissione lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano ci sono tre disegni di legge presentati uno dal Partito Democratico, il DDL 2958 e due dalla Lega Nord di Matteo Salvini, ddl 3002 e ddl 2514.Tutti e tre hanno gli stessi intenti: rimediare alle problematiche determinate dalla Legge Fornero del governo Monti del 2011, nell' attesa che si realizzino a fine anno interventi di piu' ampio respiro sulla flessibilità in uscita ed estendere la possibilità di pensionamenti con le norme vigenti prima dell'approvazione della Fornero a quei soggetti che nel 2011 avevano perso il lavoro.

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I soldi necessari verrebbero presi dai risparmi del Fondo esodati (circa 3 miliardi di euro)

Mettiamo a confronto le proposte P.D. e quelle della lega per la settima salvaguardia

La proposta pieddina prevede l'estensione di un anno, dal 6 gennaio 2016 al 6 gennaio 2017, ai lavoratori (circa 26 mila) con i requisiti della sesta salvaguardia, (quelli del trattamento speciale edile, quelli della mobilità ordinaria cessati dal servizio dopo il 30 settembre 2012, quelli con accordi non governativi e coloro che hanno subito il fallimento dell'impresa). Il Pd, per risolvere una volta per tutte l'incresciosa questione dei quota 96 scuola, ha abbinato alla settima salvaguardia il pensionamento del personale scolastico rimasto ingabbiato nelle rigide norme della riforma Fornero, per un errore della stessa.

La proposta della Lega mira a concedere una salvaguardia definitiva,al doppio di quelli previsti dal Pd.Difatti prevede l'estensione della pensione a 64 anni ai lavoratori del pubblico impiego che abbiano maturato la quota 96 entro il 2012, la soluzione della vertenza opzione donna e l'adozione di provvedimenti per il pensionamento dei macchinisti ferrovieri e per alcune categorie di marittimi.  

Di pensione anticipata se ne tornerà a parlare a settembre quando inizierà la discussione sulla Legge di Stabilità 2016.

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Il DDL 857 sulla flessibilità in uscita di Damiano, continuerà a tenere certamente alta l'attenzione di tutti e di certo sarà la soluzione che meriterà un'adeguata valutazione del governo Renzi per risolvere la questione dei lavoratori precoci e degli over 55 rimasti senza lavoro e senza alcun vitalizio. Per questi ultimi c'è l'impegno del premier Renzi a trovare una giusta soluzione magari istituendo il reddito minimo, come da più parti richiesto, oltre che ovviamente dai diretti interessati.

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