La riforma Scuola di Renzi continua a provocare grandi polemiche e un nodo particolarmente critico risulta essere quello connesso al concorso scuola 2015 (e a quelli futuri) e alla nuova carriera che si dovrà intraprendere qualora si intenda diventare insegnanti. Le procedure saranno molto più lunghe e, come hanno sottolineato più volte i Cobas, si tratta di inserire il modello Jobs Act all'interno della scuola.

Intanto, le polemiche intorno al concorso scuola 2015 non si placano: in primo luogo i neolaureati o i laureati senza abilitazione stanno portando avanti una petizione per richiedere la possibilità di partecipare alle selezioni (con buona pace di TFA e PAS che hanno "pagato" circa 3mila euro per ottenere l'abilitazione); in secondo luogo, proprio gli abilitati TFA e PAS richiedono delle corsie preferenziali per i punteggi aggiuntivi (si tratta di una guerra tra poveri, come ben definita dai Cobas, che il governo ha suscitato seguendo il vecchio motto del divide et impera); infine, la questione delle immissioni in ruolo 2015 che non svuoteranno le GaE e che quindi provocheranno un terremoto anche per quanto riguarda il prossimo concorso scuola, con i vincitori che non avranno alcuna certezza dell'immediata assunzione.

La carriera-docente: riforma 2015 e concorso scuola

Se, dunque, la riforma scuola fortemente voluta da Renzi sta creando soprattutto caos per le centinaia di migliaia di precari della scuola, è anche vero che la carriera prospettata a chi voglia diventare insegnante abbia caratteri di complessità crescente. Il percorso dovrebbe essere il seguente:

  • conseguire l'abilitazione o mediante il nuovo ciclo di TFA (che però, al momento, sembra essere soltanto una promessa) o attraverso le nuove lauree abilitanti, fermo restando la necessità di conseguire almeno 24 crediti formativi per la classe di concorso di appartenenza - l'assurdità consiste nel fatto che i neolaureati dovranno attendere ancora almeno 2 anni: il TFA non sarà bandito (se sarà bandito) prima della prossima primavera
  • dopo il conseguimento dell'abilitazione, occorrerà partecipare al concorso scuola ed il prossimo non sarà prima del 2019
  • una volta superato anche il concorso scuola, non si entrerà in servizio ma bisognerà portare avanti un tirocinio di 3 anni, con un primo anno dedicato al conseguimento di un diploma di specializzazione (altri modi per far "guadagnare" le Università) e gli altri due di tirocinio diretto nelle scuole con un contratto di collaborazione (non superiore ai 500 euro - ecco il Jobs Act della scuola) - in questo modo si metterà fine anche alle supplenze con grande risparmio per il Miur

A questo punto risulta essere abbastanza semplice fare qualche calcolo: chi si è laureato a 23 anni nel 2015 dovrà attendere il 2019 per il concorso scuola, dunque quando avrà compiuto 27 anni.

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A quel punto, qualora lo superi, a partire dal 2020 e fino al 2023 dovrà svolgere il tirocinio e a partire dal 2024/2025 potrà sperare in un'assunzione a tempo indeterminato.

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