Sono stati affrontati numerosi argomenti negli ultimi mesi per quanto riguarda il tema previdenziale, dalla pensione anticipata agli esodati, ai lavoratori precoci e alla rivalutazione degli assegni. Nella settimana scorsa, con 145 voti a favore, 97 contrari e un astenuto il Senato ha approvato il decreto sulle pensioni ma si attende ancora il via libera per quanto concerne la cosiddetta staffetta generazionale, ovvero quel meccanismo che consentirebbe l'entrata nel mondo lavorativo delle nuove generazioni collocando a riposo i lavoratori più anziani.

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Ecco cosa prevede il testo del ddl presentato al Senato

Come riportato sul sito d'informazione "Pensioni Oggi", il disegno di legge delega di riforma della Pubblica Amministrazione è già arrivato al Senato e prevede la delega per la riduzione delle camere di commercio, la ridefinizione della conferenza dei servizi e per l'attuazione della carta per la cittadinanza digitale. Il ddl prevede inoltre, l'eliminazione delle fasce e l'introduzione di un ruolo unico nella PA.

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Come conseguenza, infatti, i dirigenti che rimarranno privi di un incarico potranno retrocedere alla carica di funzionari. Per quanto riguarda, invece, le forze di polizia è previsto la soppressione del Corpo Forestale dello Stato che, stando ad alcune voci, potrebbe accorparsi con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Novità anche per quanto riguarda le visite fiscali e gli orari di pubblico servizio.

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Infatti, stando a quanto contenuto nel testo del disegno di legge, le visite fiscali non saranno più di competenza dell'Asp ma sarà compito dell'Istituto Nazionale di Previdenza Sociale provvedervi. Mentre gli orari di pubblico servizio potrebbero subire delle modifiche con la probabilità di ricorrere a forme di lavoro più flessibili.

Staffetta generazionale a costo zero

E infine, non poteva mancare il cosiddetto ricambio generazionale che secondo il ddl presentato al Senato dovrebbe essere a costo zero per lo Stato: il lavoratore dipendente ormai vicino al pensionamento potrà optare per il contratto di lavoro part-time a condizione che, versi da solo i contributi che restano per percepire l'assegno pieno senza costituire appunto, un particolare onere per le casse statali.

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