Tra le ipotesi di correttivi all'attuale sistema pensionistico, il più dibattuto è sicuramente la riforma della cosiddetta pensione anticipata, introdotta dal Governo dei tecnici nel 2011 (in vigore dal 2012) in sostituzione della pensione di anzianità. Le ipotesi di riforma più accreditate sono le proposte di Tito Boeri, Presidente dell'INPS, e di Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera. Il Governo, pur assumendo una posizione ambivalente su quale proposta adottare, ha sempre rassicurato gli animi, dando appuntamento a tutti, da ultimo, alla prossima Legge di Stabilità. Negli ultimi giorni però monta il timore che il Governo non prenda più questo treno.

Tra le prossime mosse dell'Esecutivo, infatti, non figura il tanto auspicato correttivo, e ciò alimenta la paura di un dilatarsi ad oltranza dei tempi. Dopo le dichiarazioni di Renzi all'ultima Assemblea Nazionale del PD, tenutasi nei padiglioni dell'Expo, è intervenuto proprio Cesare Damiano che ha ricordare al Governo l'urgenza di un intervento nel campo delle Pensioni.

Pensione anticipata: lo strumento attuale, le proposte Boeri e Damiano

Il Governo dei tecnici ha previsto la pensione anticipata in luogo di quella di anzianità, la quale veniva liquidata o con quarant'anni di contributi o col sistema quote: tale trattamento prevede, a partire dal 2012, un'anzianità decisamente superiore rispetto ai 35 anni minimi richiesti dalle quote.

Allo stato attuale della Legge (Fornero), quello che serve oggi per andare in pensione, è un periodo di contribuzione comunque superiore ai 41 anni e 10 mesi (per le donne; di più, per gli uomini), raggiunto il quale il lavoratore può chiedere la pensione anticipata prima dei 62 anni (vedrà applicarsi una riduzione dell'1% per ogni anno di anticipo, aumentata al 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto ai due).

Quanto alle ipotesi di riforma in gioco, al centro ci sono le proposte Boeri e Damiano.

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Pensioni Matteo Renzi

Quella del Presidente Inps prevede di introdurre il calcolo contributivo per consentire al lavoratore di andare in pensione prima dei 66 anni ora previsti. Quella del Presidente della Commissione Lavoro, invece, prevede un meccanismo di penalizzazioni e incentivi, dipendenti dal numero di anni che si decide di lavorare in meno o in più.

Riforma Pensione INPS: da 2015 a 2016?

Le dichiarazioni di Damiano sui propositi di Renzi per l'immediato futuro, tra i quali non sembra esserci traccia della Riforma Pensioni INPS 2015, alimentano il timore di uno slittamento al 2016.

Nell'ultima Assemblea Nazionale del PD, il Presidente del Consiglio ha annunciato l'abolizione della Tasi sulla prima casa e l'aumento di 80 euro sulle pensioni minime. Nessuna parola, invece, è stata spesa sul merito della Riforma Pensioni. A tal proposito, è intervenuto proprio Damiano ricordando che "Non possiamo dimenticare l'urgenza di introdurre quel criterio di flessibilità previdenziale, già previsto da una proposta di legge del Pd". Sul fronte costi poi, Damiano ammette che la sua proposta pur avendo un certo impatto sui conti pubblici permette anche di risparmiare, e quindi in parte di compensare le spese, perché consente di risolvere definitivamente l'annoso problema degli esodati.

Quale proposta sarà accolta dal Governo Renzi?

Boeri o Damiano? E, soprattutto, si metterà mano in tempi brevi al sistema pensionistico riscrivendo una volta per tutte la Riforma Fornero? Diteci la vostra opinione, lasciando un commento qui sotto.

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