Abbiamo parlato, nelle scorse settimane, della protesta (pacifica) degli insegnanti sardi contro il piano assunzionale straordinario del Ministero dell'Istruzione: la questione è quella riguardante l'assegnazione delle cattedre in località molto lontane che costringerà i precari dell'isola a lasciare i propri affetti e il luogo d'origine. Molti di voi, forse, ricorderanno il sit-in di protesta all'aeroporto di Cagliari Elmas ma ora, con l'avvicinarsi del 2 settembre (data fissata dal Miur per l'assegnazione delle sedi), la contestazione rischia di assumere proporzioni ancora più eclatanti.

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Scuola, piano assunzioni: blitz a Roma dei docenti sardi

E' in programma un 'blitz' a Roma ma la data esatta, per il momento, non è stata ancora stabilita così come non si sa ancora se la protesta toccherà il momento culminante in Viale Trastevere, davanti alla sede del Ministero dell'Istruzione. I docenti della Sardegna, probabilmente, cercheranno un appoggio nei 'colleghi' siciliani e campani per amplificare la loro voce.

Data chiave, come è noto, il 2 settembre anche se ci si può ancora aggrappare all'ancora di salvataggio dell'assegnazione delle supplenze (entro l'8 settembre) che darebbe la possibilità ad alcuni insegnanti di rimanere un altro anno nell'isola.

Ma dall'anno scolastico 2016/7 che cosa succederà? Quanti docenti della Sardegna saranno costretti ugualmente a fare le valigie?

Assunzioni: la Sardegna vuole una scuola tutta sua 

Il motto è 'Fateci lavorare in Sardegna' perchè non si possono buttare anni e anni di sacrifici per ottenere il ruolo lontano da casa. 'La Sardegna non è la Toscana, non è una regione come tutte le altre' ha denunciato Mauro Pili, deputato di Unidos 'ed è per questo che vogliamo un piano Marshall della Cultura'.

Quali saranno, dunque, le richieste degli insegnanti sardi? Innanzitutto una deroga con richiesta urgente indirizzata al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini, attraverso la quale venga concessa la regionalizzazione delle assunzioni.

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In secondo luogo, la creazione di una Scuola tutta sarda, con insegnanti sardi. Infine, si potrà confidare nel ricorso presentato dalla Regione Sardegna alla Corte Costituzionale contro la legge N. 107/2015.