La verità taciuta dai media nazionali sul piano di assunzioni viene a galla a conclusione della prima fase della legge 107, dove si scopre amaramente che all'appello mancano ancora 20mila cattedre. Intervistato da Radio Radicale, il sindacalista radicale della Scuola Giuseppe Candido non ha peli sulla lingua quando punta il dito contro chi ha manipolato l'informazione per non intralciare le manovre pericolose del governo.

Probabilmente il suo vero obiettivo era quello di riempire gli organici delle scuole del nord storicamente carenti rispetto alla media nazionale. Per centrare questo traguardo, nessuno a Palazzo Chigi si è peritato di calpestare qualsiasi diritto democratico e costituzionale, ma il risultato che esce dalle operazioni di reclutamento ci restituisce un'istantanea pietosa sul fallimento totale di una riforma che non elimina la 'supplentite' ed amplifica gli effetti della distorsione dell'informazione nazionale.

Figli di un Dio minore

Chi esce con le ossa rotte da queste cervellotiche scelte governative sono i precari abilitati delle Graduatorie di Istituto i quali, se pur da un lato sono rincuorati dalla certezza della disponibilità di supplenze per quello che pomposamente è stato definito l'anno di transizione, dall'altro non ne mitiga i propositi di rivalsa in sede giudiziaria contro l'illegittima esclusione dal piano di assunzioni straordinario.

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Lo stesso Giuseppe Candido, quando evidenzia che saranno soltanto 40/50 mila i precari delle Gae stabilizzati, lascia intendere che saranno gli abilitati di seconda fascia a colmare i vuoti in organico di fatto. Non si può sopprimere per così tanto tempo un diritto ad entrare nelle Gae, dimenticando che è stato conquistato a caro prezzo con costosissimi corsi abilitanti e migliaia di chilometri percorsi per svolgere supplenze da Pantelleria a Brunico. Eppure di loro non si dice nulla perché i mass media di regime li ignora del tutto, conclude Candido.

Teatrino politico

Il simpatico siparietto condotto dalla senatrice Pd Francesca Puglisi da un lato e l'On. Leghista Mario Pittoni dall'altro, rinforza la convinzione del permanere di un'estrema confusione in testa da parte di chi proprio non vuole saperne di riconoscere merito, carriera e valore concorsuale dei precari che tengono in piedi la scuola pubblica da vent'anni a questa parte. Sui precari del nord i due parlamentari esprimono opinioni opposte.

La prima dice che immettere in ruolo i precari delle Graduatorie di Istituto li avrebbe avvantaggiati. Il secondo dice che il basso punteggio in loro possesso li avrebbe costretti ad una mobilità forzata in senso contrario. Si mettano d'accordo e corrano ai ripari perché l'anno scolastico è alle porte e serve riavvicinare opinione pubblica e docenti.

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