La riforma della Scuola voluta dal Governo ha avuto una cassa di risonanza mediatica enorme in questi mesi, ma adesso, con l’anno scolastico che ormai è prossimo all’apertura, l’interesse dell’opinione pubblica e dei soggetti interessati alle assunzioni è concentrato esclusivamente sulle assegnazioni delle cattedre. Dopo la scadenza dei termini di presentazione delle domande da parte dei docenti precari in cerca di stabilità, la palla è passata al Ministero che deve organizzare le assunzioni.

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Bisogna premettere che con le assunzioni previste dalla fasi B e C previste dalla riforma, molte assunzioni saranno effettuate ad anno scolastico iniziato, ma alcuni effetti di tale riforma si avranno immediatamente.

Di quali effetti parliamo?

La fase di assunzione B è la più contestata dell’intera riforma perché prevede le assunzioni spalmate su tutto il territorio nazionale. Le critiche sono indirizzate alla notevole possibilità che il docente assegnatario della cattedra potesse essere assegnato in province lontane da quelle di residenza.

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Scuola

Province che lo stesso docente aveva posizionato negli ultimi posti tra le cento che doveva indicare in sede di presentazione delle domande di ammissione. Punti importanti della Legge 107/2015, quella della “Buona Scuola”, per quanto concerne le assunzioni, sono il comma 98 e 99. A questi punti, la Legge spiega che gli insegnanti assegnatari di cattedre che, al momento della chiamata risultino già al lavoro con delle supplenze, potranno accettare la cattedra assegnatagli alla scadenza della supplenza in via di svolgimento.

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Inoltre, se dal punto di vista formale e giuridico, la cattedra assegnata avrà decorrenza dall’inizio dell’anno scolastico 2015/2016, per la decorrenza economica, la decorrenza avrà effetto non appena il docente si siederà al posto di lavoro assegnatogli.

Cosa significa?

Significa che un docente che è stato assegnato ad un posto di lavoro molto distante da casa, se sta lavorando già come supplente, potrà rimandare la partenza all’anno 2016/2017.

Il Ministero per evitare ulteriori polemiche e per avere più margine di tempo per risolvere quella che i contestatori chiamano “deportazione” degli insegnanti, ha organizzato un piano per fare in modo che le supplenze siano assegnate prima rispetto ai posti fissi derivanti dalla riforma. Così, il MIUR ha ordinato ai vari provveditorati di nominare i supplenti entro l’8 settembre soprattutto al Sud dove il rischio trasferimenti al Nord è molto alto.

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Che conseguenze si avranno per classi ed alunni?

Negli anni passati, soprattutto al Sud Italia, era prassi iniziare l’anno scolastico con carenze di docenti in alcune materie, carenze che poi venivano colmate con le supplenze durante l’anno scolastico. Quest’anno invece, per via della solerzia con cui il MIUR pretende le assunzioni dei supplenti (entro l’8 settembre), al Sud Italia gli organici degli insegnanti dovrebbero essere a regime fin da subito.

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Il problema sarà negli anni a seguire, quando docenti che oggi stanno insegnando come supplenti, saranno costretti a rispondere alla chiamata che hanno congelato quest’anno e trasferirsi al Nord. Di contro quelli che oggi insegnano al Nord e che sicuramente cercheranno l’avvicinamento a casa grazie al piano straordinario di mobilità previsto per il 2016, faranno il viaggio inverso. Tutto a discapito degli alunni che non avranno continuità di insegnamento visto il via vai di insegnanti continuo.

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