La 'Buona Scuola' di Renzi non riesce proprio a decollare e le contraddizioni del piano di assunzioni per il 2015 continuano a venir fuori: l'ultima che intendiamo segnalare – e che è stata sollevata soprattutto dal sindacato Anief – riguarda ancora una volta una delle grandi novità sbandierate dal governo, e cioè la questione dell'organico aggiuntivo per il potenziamento dell'offerta didattica. Un numero decisivo di assunzioni sarebbe dovuta avvenire tramite questo nuovo 'strumento' didattico, eppure, in molte classi di concorso, saranno molti i posti vacanti.

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Qual è, allora, la decisione del Miur? Di conferire questi posti tramite supplenza annuale. Fino a questo punto, non ci sarebbe nulla di male, tranne il fatto che si continuerebbe ad alimentare la cosiddetta 'supplentite', che Matteo Renzi in persona aveva tacciato come uno dei mali più radicati della scuola italiana, e soprattutto il precariato, che sarebbe dovuto scomparire. Ma la questione è ancora un'altra: la normativa della 'Buona scuola' non permette che questi posti vadano a supplenze annuali: come è possibile che un Ministero rilasci dichiarazioni senza conoscere la nuova normativa?

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Potenziamento, piano assunzioni 2015 e supplenze: la 'figuraccia' del Miur

Si tratta, innanzitutto, di una questione di normativa: il comma 95 della legge di riforma della scuola sancisce chiaramente che i posti per il potenziamento non possono essere concessi per le supplenze annuali. Contemporaneamente, al Miur si sostiene esattamente il contrario. La situazione, se non fosse drammatica per il destino dei precari, sarebbe grottesca e surreale: circa 10mila posti resteranno vacanti, non vi potranno essere assunzioni e i precari delle GI (abilitati TFA e PAS) non potranno aspirare a quei posti, perché tenuti fuori dal piano di immissioni in ruolo per il 2015.

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Quali potrebbero essere le possibili soluzioni? A noi ne vengono in mente due: la prima sarebbe quella di un emendamento da stilare in grande fretta che permetta le supplenze annuali per la copertura dei posti vacanti nell'organico di potenziamento; la seconda – e sarebbe veramente un ennesimo tocco di 'surrealismo' – sarebbe quella di concedere i posti vacanti mediante spezzoni e supplenze temporanee, in maniera tale da non contraddire la normativa.

Il dato di fatto che emerge è che i tecnici del Miur e coloro che hanno stilato la legge di riforma della scuola 2015 non hanno dimostrato competenze adeguate per affrontare una situazione, indubbiamente e particolarmente, difficile e complessa, come quella in cui versa la scuola italiana. Ci troviamo a fine agosto e probabilmente l'anno scolastico 2015-2016 non potrà che essere ricordato come uno dei più 'deliranti' della storia recente.

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