Il vacanziero mese di agosto volge al termine ed il tema delle Pensioni ridiventa il tema centrale della politica e dell'azione governativa. Ma quali sono le novità in tema di Riforma Pensioni? Ma soprattutto cosa ne è dell'Opzione donna e dell'annosa vertenza dei lavoratori precoci? Sappiamo di certo che in base agli ultimi aggiornamenti che vengono dal cantiere della previdenza, potrebbero arrivare buone notizie dalla Commissione lavoro della camera convocata per il 9 settembre. Solo dopo quella data potremmo avere certezze.

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Ed ancora, restano in piedi la quota 100 e la quota 41 proposte da Cesare Damiano, anche se le news più recenti sembrano far propendere la riforma verso soluzioni miste, tra piano Boeri e ddl Damiano sulla flessibilità?

Opzione donna, precoci e quote a che punto siamo? Piano Boeri o ddl Damiano?

Nelle scorse settimane il presidente del Consiglio Renzi ha sottolineato la necessità di intervenire sull'età pensionabile delle donne lavoratrici madri e/o mogli. Il Presidente del Consiglio, difatti, ha più volte ribadito il concetto che è più ragionevole che una donna decida di andare in pensione prima e di godersi i nipotini, rinunciando ad una parte della pensione tra 30 e 50 euro al mese, piuttosto che continuare a lavorare con la baby sitter da pagare a 600 euro al mese. Queste riflessioni hanno lasciato intendere, appunto, che vi è da parte del Governo la volontà di risolvere e presto la vertenza, anche legale, messa in piedi dal comitato delle donne che reclamano la proroga dell'opzione a tutto il 2016 in attesa di risolvere definitivamente la questione della riforma della legge Fornero e delle rigide norme in essa contenute.

Per ciò che attiene al problema della pensione per i lavoratori precoci, lo stesso premier rispondendo ad un lavoratore in materia di possibilità di uscita al di là dei requisiti richiesti dalla Fornero, ha dichiarato di non vedere sempre nero ma di incominciare a guardare al proprio futuro con maggiore ottimismo, lasciando intendere che anche per loro il governo sta ragionando su come consentire l'uscita dal lavoro senza intaccare o incidere in modo irreversibile sui conti pubblici. Intanto, nonostante le notizie e le indiscrezioni circolate in questi giorni sulla stampa nazionale, La Repubblica ed Il Sole24ore in primis, sulla possibilità di adottare il piano Boeri come base di partenza per le modifiche alla legge Fornero, Cesare Damiano, non molla sulla validità del suo disegno di legge sulla flessibilità in uscita, dichiarando ancora una volta la sua contrarietà a penalizzazioni troppo onerose per i lavoratori, così come previste dal piano Boeri.

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Piano che, secondo Damiano, ha come unico scopo quello di far pagare ai lavoratori i disastri economici del bilancio dell'Inps.

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