Le ultime novità al 1 agosto sulla riforma Pensioni precoci ci giungono dai membri iscritti al gruppo Facebook "lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti". R.O, uno degli amministratori del gruppo, ci ha chiesto di rendere nota l'ultima missiva che egli, a nome di tutti i suoi colleghi, ha inoltrato a Renzi per tenere viva l'attenzione sul caso precoci e sulla loro richiesta di quota 41. Nell'email il lavoratore esplicita le ragioni per cui il ddl 857 potrebbe essere un buon compromesso tra i lavoratori e lo Stato, elencando con minuzia le motivazioni per cui il decreto Damiano, essendo considerato dai precoci una buona legge, dovrebbe trovare rapido accoglimento da parte dell'esecutivo; no secco invece alla proposta di flessibilità ancorata al contributivo di Tito Boeri.

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Ultime notizie riforma pensioni precoci: ennesima email a Renzi, ddl 857 unico punto d'incontro plausibile

R.O, la cui lunga email è visibile integralmente sulla pagina ufficiale del gruppo dei precoci, espone con dovizia di particolari le motivazioni che dovrebbero spingere nell'immediato l'esecutivo Renzi ad approvare senza esitazioni il Ddl 857 che comprende, lo ricordiamo, sia la Quota 97 che la tanto desiderata Quota 41. Unica soluzione possibile a detta di chi ha iniziato a lavorare in giovane età ed ora auspica di potersi ritirare dal mercato del lavoro senza dover subire nessuna decurtazione legata a vincoli anagrafici.

Perché il ddl 857 potrebbe essere dunque un buon punto d'incontro? Ce lo spiega R.O, di cui riportiamo un breve estratto dell'email inoltrata al premier: 'Il Decreto così come presentato, può rappresentare un passo in avanti, un mattone, insieme ad altri, che permetterebbe un ritorno a condizioni di vita più consone ad un Paese come il nostro. Consentirebbe: 1) a noi di poterci finalmente godere il meritato riposo senza la spada di Damocle (proposta contributivo e conseguente taglio del 30% sull'assegno) di passare la nostra vecchiaia in povertà, 2) ai giovani che prenderebbero il nostro posto di poter, direi finalmente, programmare con più serenità il proprio futuro, 3) permetterebbe alle aziende di rinnovare il capitale umano 4) consentirebbe infine allo Stato di incamerare più soldi in quanto riceverebbe le tasse dal neo pensionato e dal neo assunto, senza considerare il rilancio dei consumi che incrementerebbe ulteriormente le entrate (sia in termini di tasse che di IVA).

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In conclusione dell'email, il lavoratore precoce ha aggiunto, temendo un ulteriore rinvio di Renzi: "signor Primo Ministro, facciamo nostre le parole del Presidente della Repubblica Mattarella contro gli 'eccessi di austerità': tali eccessi uccidono un Paese (Grecia docet). Vorremmo che le facesse sue, anche se, per una volta, dovesse scontrarsi con i 'desiderata' della Signora Merkel e del Dott. Schauble, della BCE e della UE".

Il post, manco a dirlo, ha raggiunto in poche ore un centinaio di mi piace e oltre 50 commenti, i lavoratori precoci proseguono ininterrottamente la loro battaglia contro quella che reputano un'ingiustizia previdenziale e si sono detti anche disposti ad intraprendere una class action contro l'Inps se le cose non muteranno nella prossima Legge di Stabilità.

Servirà questa missiva a smuovere le coscienze di quanti saranno chiamati a decidere del destino previdenziale di milioni di lavoratori, o a vostro avviso passerà inosservata?