Inutile dire che le proposte di assunzione per la fase B delle immissioni in ruolo 2015/16 della Scuola arrivate questa notte, stanno portandosi dietro una scia di polemiche infinite. A lamentarsi non sono solo gli esclusi, ma anche coloro che la proposta l'hanno ricevuta, ma a centinaia di chilometri da casa loro. Proprio costoro sono i destinatari di un ricatto: o accettano, oppure perdono la possibilità di restare in graduatoria e partecipare alle prossime assunzioni.

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E il paradosso più grande è che il posto rimasto vacante non viene recuperato, ma va in supplenza fino al 31 agosto 2016. Ma il Governo prima di ideare questo meccanismo perverso di assunzioni, i conti li ha fatti?

I conti che il Governo avrebbe dovuto fare prima delle immissioni in ruolo 2015/16

Tutti i nodi che il Governo non ha sciolto con le assunzioni 2015/16 li ha messi in evidenza Anief, sottolineando quante possibilità di ricorsi sono state fornite ai docenti.

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Intanto 1/3 dei posti disponibili nella fase B rimarranno scoperti a causa delle GM e delle GaE esaurite e senza aspiranti. I conti evidenziano che vanno persi 3.671 posti di sostegno fra la scuola primaria, media e infanzia (i posti al bando erano 8.797). Stessa situazione per alcune materie specifiche su posti comuni, come le 1.500 cattedre di matematica (A059) alle medie. Il tutto ha veramente dell'assurdo se si considera che negli ultimi anni i docenti specializzati con TFA sono stati 12.840 per il sostegno e 11.163 nelle materie scientifiche (2.759 proprio per la A059).

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A questi si aggiungono gli abilitati Pas, quelli all'estero e in scienze della formazione primaria. Peccato siano stati tutti esclusi dal piano di assunzioni.

I motivi per ricorrere contro il Miur non mancano

Vogliamo poi parlare dei motivi per ricorrere contro le assunzioni che saranno fatte totalmente al buio e con un meccanismo sconosciuto, in perfetta beffa alla legge sulla trasparenza nell'impiego pubblico?

E dell'incertezza sulle sedi di servizio? Il Miur ha comunicato solo il numero di domande arrivate e le province espresse, senza pubblicare le graduatorie che derivano dalle preferenze espresse. In questo modo le domande sono state presentate senza avere gli elementi necessari per capire se e dove valeva la pena chiedere l’assunzione. Chi riceverà proposte lontano da casa, potrà ricorrere, afferma Anief, con il suo patrocinio.

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