I docenti della Scuola sono in ansiosa attesa della fatidica mezzanotte del 2 settembre per conoscere se rientrano nel gruppo di coloro che faranno parte delle assunzioni 2015/16, nella fase B. Ovviamente parliamo di coloro che hanno presentato la domanda. Un articolo esclusivo del sito Professionisti della scuola, a firma di A. Guerriero, ieri ha riportato una notizia interessante: alcune fonti ministeriali avrebbero fatto sapere che i nomi di coloro che riceveranno la proposta sono già noti al Miur, in quanto l'algoritmo utilizzato per questa parte delle assunzioni ha già incrociato i dati e fornito 'la sua sentenza'.

Ad ogni modo, i destinatari della proposta, e anche coloro che non lo saranno, dovranno comunque attendere la data e l'orario indicati dal Ministero e pubblicati anche in Gazzetta Ufficiale per conoscere l'esito.

L'algoritmo Miur delle assunzioni 2015/16

Triste a dirsi, le stesse fonti hanno informato il sito che il Miur non ha intenzione di far sapere come funziona l'algoritmo che estrae in nomi dei docenti per le assunzioni 2015/16 della scuola.

L'unica cosa che si sa è che viene fatto un incrocio di dati, ma questo non è di certo sufficiente per rispettare le norme di trasparenza richieste per le assunzioni nel pubblico impiego. I dubbi sul corretto funzionamento sono legittimi almeno tanto quanto la procedura si sta rivelando illegittima. Il sito PSN afferma che le proposte di assunzioni della fase B porteranno diverse 'sorprese' rispetto alle preferenze sulle province espresse in fase di domanda.

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E già si respira aria di ricorsi, per l'evidente incostituzionalità e illegittimità di tutta la procedura, a cominciare dal fatto che non sono stati comunicati il numero dei posti disponibili per classe di concorso di queste ultime due fasi.

Una procedura che ha costretto i docenti a fare una scelta senza conoscere esattamente le conseguenze a cui andavano incontro, una lotteria senza regole logiche, dove sembra che venga estratto il più fortunato.

Con la differenza che qui c'è da perdere anche in caso di estrazione. Perché se lavorare nella provincia assegnata non è possibile per il docente (magari per impegni di carattere familiare), la rinuncia comporta la cancellazione da tutte le graduatorie nelle quali è iscritto. Ma Renzi in fondo lo aveva promesso: 'elimeneremo i precari delle graduatorie ad esaurimento'. Solo che non aveva specificato come. Resta aggiornato sulla scuola, cliccando il tasto Segui in alto.

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