Le ultime novità sulla pensione anticipata 2015 giungono da Susanna Camusso che al margine del Comitato direttivo della Cgil riunito ad Expo 2015 ha criticato aspramente il lavoro fin qui svolto, o forse sarebbe più corretto dire non svolto, dall'esecutivo Renzi sul fronte previdenziale. Il segretario generale della Cgil ha infatti precisato, parafrasiamo le sue parole, che fino ad oggi vi sono già state fin troppe dichiarazioni di apertura e poi chiusura da parte del Premier sul fronte flessibilità e che dunque le ultime parole vengono prese con le dovute cautele.

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In quanto asserire che si agirà sul 'gradino blocca turnover' dice Camusso "può voler dire tutto e niente". L'obiettivo del Governo dovrebbe essere quello di agire sulle Pensioni al fine di rilanciare anche l'occupazione giovanile, solo così, precisa il segretario Cgil,  l'Italia potrebbe tornare realmente a crescere. Proprio su questo bisognerebbe tentare di convincere l'Ue, dice il segretario della Cgil, con cui Renzi sembra avere un rapporto 'contrastante'. 

Ultime novità al 22/9 sulla pensione anticipata, Camusso: 'Si contrasti l'Ue anche per le pensioni'

La Camusso 'canzonando' il Premier dice: "Se il tema è il rapporto con l'Ue, la si può risolvere con una battuta: se si può contrastare l'Europa eliminando la tassa sulla casa, non si capisce il motivo per cui non si possa fare altrettanto con le pensioni". La domanda tra le righe pare essere l'Ue detta o no legge all'Italia sulle Riforme, o ci si 'nasconde' dietro all'Ue pur di non fare le riforme previdenziali?

Effettivamente l'ironia pungente della Camusso pare riferirsi ad un intervento di inizio settembre dello stesso Matteo Renzi ai microfoni di radio Rtl 102.5 e ad un tweet diffuso dal Premier in data 2/9 contenente lo stesso concetto:

"L’Ue che si gira dall’altra parte sui migranti pensa di venirci a spiegare le tasse, c’è qualcuno a Bruxelles che pensa di mettersi a fare l’elenco delle tasse da tagliare, spero sia stato il caldo, le tasse da tagliare le decidiamo noi, non Bruxelles".

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Il segretario generale della Cgil specifica che, al più, bisognerebbe spiegare all'Ue che senza occupazione il Paese non può ripartire. Solo permettendo ai pensionandi di accedere alla quiescenza, promuovendo dunque misure concrete a favore della flessibilità in uscita, si permetterebbe il necessario turnover generazionale che consentirebbe ai giovani di entrare finalmente nel mercato del lavoro.

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