Giungono interessanti novità sulla riforma Pensioni 2015 per donne e uomini, per dipendenti pubblici e privati e per lavoratori autonomi, dal sottosegretario all'economia Baretta, che spiega perché la riforma della pensione anticipata è possibile e perché costerebbe molto meno di quanto stimato dal presidente dell'INPS Boeri.

Novità sulla riforma pensioni per donne e uomini: i costi per la flessibilità secondo Baretta

Baretta parla della riforma pensioni 2015 - 2016 del Governo Renzi e analizza i costi stimati da Boeri: 8,5 miliardi di euro per anno secondo il presidente dell'INPS, meno della metà secondo il sottosegretario all'Economia.

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Sul lungo termine, ricorda Baretta, le piccole penalizzazioni per i lavoratori che scelgono di uscire anticipatamente dal lavoro comporterebbero importanti risparmi per lo stato, ma non solo, il calcolo di Boeri sarebbe "irrealistico" in quanto basato sull'ipotesi che tutti deciderebbero di optare per il prepensionamento con il massimo anticipo previsto dalla proposta per la flessibilità.

La riforma della pensione anticipata costerebbe molto meno in quanto ci sarebbe chi resta al lavoro e moltissimi che sceglierebbero un anticipo di uno due anni, anziché quattro.

E ciò porterebbe a risparmiare sugli interventi per gli esodati così come per la cassa integrazione in deroga. I costi sarebbero quindi meno della metà di quelli ipotizzati da Boeri.

La riforma pensioni si può fare: come modificare la proposta sui prepensionamenti per renderla sostenibile

Le ultime novità sulla riforma pensioni provenienti dall'intervista rilasciata da Baretta al Corriere vedono alcune soluzioni, semplici ed efficaci, proposte dal sottosegretario al ministero dell'Economia per rendere ancora più sostenibile (e quindi finalmente attuabile) l'attesissima riforma del sistema previdenziale italiano.

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Le idee proposte da Baretta sono semplici e sensate: si potrebbe, da un lato, aumentare leggermente l'importo delle penalizzazioni (ipotesi già circolante da tempo), o ancora rendere i tagli legati al prepensionamento dei dipendenti pubblici e privati e degli autonomi, legati al reddito del soggetto. Cosa vorrebbe dire? In soldoni significa che se la pensione da ricevere sarebbe di 1500 euro, il taglio per un determinato periodo di anticipo sarebbe del 2 per cento, mentre per pensioni da 2500 euro il taglio sarebbe leggermente maggiore.

E ancora, si potrebbe provvedere a introdurre la flessibilità in uscita in modo graduale, consentendo un solo anno di anticipo a partire dal 2016, due dal 2017, tre dal 2018 e quattro dal 2019.

Baretta ha ribadito con grande chiarezza quello che molti continuano a sostenere da tempo: la riforma per il prepensionamento flessibile si può fare, e non solo, dato il grande impatto che avrebbe sul mercato del lavoro tale riforma è cruciale per il nostro paese. I costi, come abbiamo visto, sono di certo minori di quanto asserito da alcuni, e sui benefici mai nessuno ha osato sollevare dei dubbi.

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Cosa farà il governo Renzi? La riforma è stata promessa (e non è certo la prima volta) con la prossima Legge di stabilità. I tempi si fanno più stretti e dall'esecutivo non giungono ancora propositi certi. ma se Renzi vuole fare davvero qualcosa di importante per il paese, recuperando al contempo un po' del consenso elettorale che sta perdendo, questa occasione va assolutamente colta.