L'estensione dell'opzione donne e la salvaguardia degli esodati sono due delle misure che quasi certamente saranno inserite nella prossima manovra finanziaria che si appresta a varare il Governo Renzi, mentre nell'ambito della riforma Pensioni sono ancora diversi i nodi da sciogliere di materia di flessibilità in uscita per la pensione anticipata. Ad incalzare l'esecutivo su questo fronte non solo le organizzazioni sindacali e le forze politiche di opposizione che reclamano anche l'aumento delle pensioni minime (come le ultime proposte di Forza Italia di Berlusconi e del Movimento 5 stelle di Grillo), ma anche da parte della maggioranza stesse che sostiene il governo e del suo partito.

Come per esempio il Nuovo centrodestra di Alfano che ritiene non più rinviabile la questione delle pensioni alla stessa stregua della minoranza del Pd che sollecita nuove modalità di accesso alla pensione anticipata a 62 anni ma con penalizzazioni che siano ragionevoli per rendere sostenibile l'operazione senza mettere a rischio le casse dello Stato.

Legge di Stabilità, minoranza Pd all'attacco sulle pensioni

"Aspettiamo che i ministri Poletti e Padoan - ha detto il parlamentare dell'area Sinistra è cambiamento del Pd Cesare Damiano - ci dicano nei prossimi giorni cosa intendono fare sulle pensioni".

Nel frattempo, il presidente della commissione Lavoro pubblico e privato di Montecitorio, esprime soddisfazione per il "successo" ottenuto dalla stessa commissione "sull'inserimento, promesso dal Governo - ha detto Damiano - di ben tre provvedimenti nella legge di Stabilità che riguardano la previdenza". Si tratta della "settima salvaguardia degli esodati, dell'opzione donna - ha aggiunto il deputato del Pd - e della flessibilità in uscita".

Ed è proprio su quest'ultimo punto che il dibattito è più accesso, diverse le proposte e le soluzioni ipotizzate, ma ancora non si riesce a trovare il punto d'equilibrio che possa mettere tutti d'accordo.

Flessibilità in uscita, esodati, opzione donna le 3 priorità

"Il ministro Poletti - ha argomentato Damiano - parla dell'esigenza di trovare un equilibrio nei conti". La minoranza del Pd insiste nel dire "che gli esodati possono essere tutelati - ha spiegato l'ex ministro del Lavoro del Governo Prodi - utilizzando i risparmi realizzati nell'apposito fondo".

L'estensione dell'opzione donna, secondo Damiano, non necessita di particolari coperture finanziarie. E comunque, per risolvere la questione, è possibile accantonare, secondo il presidente della commissione Lavoro della Camera, delle risorse economiche dal Fondo esodati "purché - ha sottolineato - si facciano bene i conti".

Pensione anticipata, Damiano: no calcoli a scatola chiusa

Secondo il parlamentare non si devono calcolare solo i costi dell'operazione flessibilità ma anche i risparmi che portano a lungo termine e le risposte che riescono a dare in termini di giustizia sociale e di lavoro per i giovani.

Sulla flessibilità in uscita dal lavoro occorre conteggiare, secondo Damiano, sia i costi della sua applicazione ma anche la speranza di vita media calcolata dall'Istat in 84 anni. Così "si ottengono dei risparmi - ha evidenziato il deputato dem - e non dei costi. Siamo pronti al confronto e non siamo più disposti - ha detto Damiano - ad accettare a scatola chiusa i conteggi delle risorse necessarie per attuare le riforme".

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