Negli ultimi mesi la flessibilità pensionistica è apparsa e scomparsa continuamente. Dapprima Renzi l'ha caldeggiata, poi l'ha esclusa e infine riproposta negli ultimi giorni. Gli onorevoli Damiano, Gnecchi e Baretta hanno presentato un disegno di legge (DDL 857) con il quale propongono che i lavoratori che desiderano anticipare l'andata in pensione a 62 anni con un numero minimo di contributi (35) possano farlo a condizione di accettare una penalizzazione massima dell'8%. Lostesso disegno di legge prevede che i lavoratori precoci possanoandare in pensione con 41 anni di contributi indipendentemente dall'età anagrafica.

Tito Boeri si è schierato contro dicendo che i calcoli fatti dall'Istituto che presiede dicono sia troppo costosa. Gli 8-10 miliardi previsti dall'Inps non tengono però conto che si tratta di ipotesi dove le platee non sono quelle effettive e che, ancora più probabile, non tutti i lavoratori accetterebbero di lasciare il mondo del lavoro. Oltretutto nel mercato del lavoro i mestieri sono molteplici e molto probabilmente chi fa l'infermiere potrebbe scegliere di anticipare l'uscita mentre un dirigente d'azienda potrebbe continuare tranquillamentea svolgere il suo lavoro.

La verità di Damiano

I nuovi ammortizzatori sociali (Naspi) potrebbero favorire chi ha la sventura di essere licenziato perchè utilizzando la cassa integrazione usufruirebbedi costi che ricadrebbero sulla collettività. Con la proposta fatta dal disegno di legge (62 anni di età e 35 di contributi) l'abbattimento di legge è del 2 % per anno. Un lavoratore dipendente con uno stipendio medio di 1.430 euro per 13 mensilità guadagna al lordo 24.250 euro all'anno.

Il calcolo della pensione viene fatto tenendo conto che la prima parte del conteggio è calcolata con il metodo retributivo mentre la seconda, a partire dal gennaio 2012, con il metodo contributivo. L'elaborazione del calcolo pensionistico indica che la pensione anticipata decurtata del 2% annuo ammonta a 348.200 euro contro i 363.000 a partire dai 66 anni di età. La pensione flessibile con la proposta Damiano a 62 anni, a lungo termine, produrrebbe nei successivi 20 anni degli oneri per lo Stato inferiori del 4,22% rispetto a quella dei 66 anni di età.

Non è vero quindi che il costo della flessibilità non sarebbe sopportabile ma al contrario produrrebbe benefici per la collettività. E allora perchè Renzi attende ancora ?

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